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mercoledì 26 gennaio 2011

Nonostante il bombardamento a tappeto di queste settimane, Berlusconi e il PDL tengono benissimo nelle intenzioni di voto

pict002Testine quadrate

 

 

 

Sondaggio Politico-Elettorale Ispo/ L'Osservatorio: pubblicato sul Corriere della Sera del 23 gennaio 2011
Pubblicato il 24/1/2011.
Autore: ISPO S.R.L.  - Committente/ Acquirente: Corriere della Sera
Criteri seguiti per la formazione del campione:
CAMPIONE RAPPRESENTATIVO DELLA POPOLAZIONE ITALIANA IN ETA' DI VOTO PER SESSO,ETA', SCOLARITA', PROFESSIONE, AREA GEOGRAFICA, DIMENSIONE DEL COMUNE DI RESIDENZA
Metodo di raccolta delle informazioni:
Interviste telefoniche C.A.T.I. (computer assisted telephone interview)ELABORAZIONE DATI: SPSS- MARGINE DI APPROSSIMAZIONE 3,5%
Numero delle persone interpellate e universo di riferimento:
N. CASI :800 - UNIVERSO DI RIFERIMENTO: POPOLAZIONE ITALIANA RESIDENTE IN ETA' DI VOTO
Data in cui è stato realizzato il sondaggio:
Tra il 19/01/2011 ed il 20/01/2011

mercoledì 24 febbraio 2010

Analisi politica attraverso la stampa di oggi: Ora si scopre che Emma è radicale

482f37f8cfc4c_normal Il Riformista (Peppino Caldarola) - Ditemi voi se si può fare una campagna elettorale così.Ieri Emma Bonino ha replicato a quei dirigenti del Pd che hanno messo in discussione la sua scelta di proclamare il suo sciopero della fame e della sete per ottenere un diverso sistema di raccolta delle firme per la presentazione delle liste e una presenza televisiva maggiore per i radicali. La Bonino ha detto al Pd: “Invece di criticarmi, fate qualcosa”. E’ scattata così la trappola per il Pd. Formalmente gli obiettivi della Bonino sono il governo e il Parlamento. Sostanzialmente ha aperto un fronte con il partito che l’ha voluta come candidata presidente della Regione Lazio. Molti dirigenti piddini hanno introiettato il senso di colpa e già si stanno sbracciando per dare ragione alla leader radicale. Non capiscono di essere loro nel mirino del fuoco amico. A mano a mano che i giorni passeranno l’obiettivo polemico dei radicali diventerà il centrosinistra che fa poco per vincere i radicali. Che dovrebbe fare la coalizione? Dovrebbe battersi per ottenere l’esenzione del Partito radicale dalla raccolta delle firme, dedicando a questo tema tutte le energie e rinunciando, quindi, alla campagna elettorale. Fin qui passi. Ma sull’altro tema, quello dell’informazione, che cosa si aspettano Bonino e gli altri? Che il Pd apra uno scontro generalizzato con tutto il sistema di informazione per ottenere più visibilità per i radicali? Insisto, è una trappola. Forse l’obbiettivo è solo quello di avere più posto per i radicali nel listino.

Corriere della Sera (Pierluigi Battista) - Che Emma Bonino non potesse trasformarsi in una figura di mediazione, scialba e scolorita, i dirigenti del Pd avrebbero dovuto saperlo da tempo. O almeno da quando ne hanno accettato, obtorto collo, la candidatura per la Regione Lazio. Lamentarsi perché Emma Bonino è Emma Bonino è tardivo e controproducente. Dare addirittura voce a rancori anti-radicali, malumori e pentimenti sarebbe invece un puro gesto di autolesionismo politico. La sindrome autolesionista, del resto, non è una novità in casa democratica. Ma diventerebbe una malattia incurabile se, a trenta giorni dal voto regionale, si scatenasse una guerriglia sorda contro il candidato di una coalizione da cui non si può pretendere la sconfessione della propria identità radicale, della propria storia radicale: dello stile radicale. E allora perché nel Pd laziale serpeggia in questi giorni un immobilismo, una prolungata e perciò sospetta esitazione, una riluttanza a gettarsi con tutte le proprie energie in campagna elettorale? Perché l’Unità accusa la Bonino, adoperando termini volutamente offensivi, di aver addirittura «disertato» la vetrina dei candidati del centrosinistra? Perché Rosy Bindi sceglie di trasmettere l’impressione di una sua invincibile (ma non solitaria) svogliatezza nei confronti del candidato del Lazio, colpevole in fondo con lo sciopero della fame di non voler troncare il suo legame con le battaglie che da sempre caratterizzano la pattuglia radicale? Forse perché temono (o cominciano a temere, appunto, tardivamente) un contraccolpo sull’elettorato cattolico? Ma l’abbandono di Paola Binetti, e prima ancora quello dei cattolici che hanno lasciato il Pd per la nuova formazione di Rutelli o persino per l'Udc, è qualcosa di più e di diverso dall'effetto di spavento per un eventuale eccesso laicista nel voto laziale. Tanto è vero che, negli stessi giorni, si è registrato l'approdo di Giulia Rodano, erede di una famiglia politica che ha rappresentato il cuore e il cervello del cattocomunismo italiano, nel porto oltranzista dell'Italia dei Valori. Un'uscita dal Pd, ma dalla parte opposta. Difficile attribuirne la responsabilità all'opzione democratica per la Bonino. Arduo proiettare una difficoltà interna su una figura vissuta come un'aliena, come se la crisi drammatica di Red Tv fosse, anche questa, colpa della Bonino. E’ come se nel Pd circolasse un insano sentimento di umiliazione subita dal modo di fare di una candidata che il partito ha dovuto accettare senza condizioni. E senza trattare con lei sulle alleanze nazionali, come in Lombardia, dove i radicali e la stessa Bonino sono concorrenti del candidato di centrosinistra Penati. Il pasticcio radicale sul regolamento Rai per la par condicio, con la Bonino pubblicamente schierata con il deputato Beltrandi su una norma sciagurata nel campo dell'informazione televisiva, ha inasprito i rapporti, dando la sensazione che l’incontro tra radicali e democratici fosse più un matrimonio di interessi che una scelta convinta di unione duratura. Ora addirittura le recriminazioni, le rimostranze, le accuse. Che accentuano la percezione di una scarsa convinzione. […]

L’Unità (siglato S.C.) - Emma Bonino prosegue lo sciopero della fame e della sete […]. L’ala cattolica della maggioranza (con Rosy Bindi in testa) mordono il freno ma il loro malumore per la mossa della candidata laziale viene comunque fuori. […] Nel Pd voci critiche si sentono in area democratica (Giovanna Melandri e Paolo Gentiloni discutono del caso animatamente nel transatlantico della Camera) e anche Rosy Bindi giudica poco leale il comportamento della leader radicale, che così appare più interessata al destino delle liste Bonino-Pannella che a quello della Regione Lazio […]. A complicare le cose c’è anche la questione-listino, ovvero la lista di 14 consiglieri che si aggiudicano automaticamente un seggio in caso di vittoria. I radicali vorrebbero riservarne la metà a personalità della società civile, lasciando al resto della coalizione l’altra metà. Ipotesi che non piace al Pd. […] Polverini e Bonino sono 40 a 39. Bersani […] teme che l’iniziativa della Bonino non aiuti.

giovedì 18 febbraio 2010

Il Vescovo Stagni di Faenza invita i cattolici a non mescolare il piano religioso e il piano politico. Una saggia e lungimirante lezione che potrebbe tornare utile a molti, non solo a Faenza

"Mi rivolgo anzitutto ai cattolici faentini che nelle prossime settimane saranno chiamati al voto per la scelta del sindaco - scrive nel messaggio Monsignor Stagni - Già in data 29 ottobre ho avuto modo di rivolgere a tutti un richiamo, che confermo con la presente. Ritengo tuttavia che per il bene di tutti sia mio dovere riflettere ancora sulla situazione che si è determinata dalla presenza di diversi candidati di formazione e ispirazione cattolica. Questo ovviamente è un fatto positivo, che rivela l'attenzione che nel mondo cattolico viene data all'impegno per la cosa pubblica".
Quando ci si trova di fronte a scelte nelle cose di questo mondo, dove i cristiani agiscono come lievito, non si devono dimenticare i valori assoluti che non possono essere sacrificati di fronte a valori relativi. Nel nostro caso le elezioni amministrative sono importanti, ma la comunione ecclesiale nelle nostre comunità non ne deve soffrire né si deve rischiare di comprometterla. Si deve poi evitare la criminalizzazione dell'avversario, come pure coinvolgere la fede religiosa né a favore, né contro.

I cattolici devono fare politica rispettando la distinzione dei piani nel loro impegno politico e religioso, per cui non si deve mai strumentalizzare una eventuale qualificata posizione ecclesiale a fini politici. Alla luce di questo non si devono pertanto coinvolgere le strutture e le sale delle parrocchie e delle associazioni, gli elenchi degli indirizzi, le sedi delle aggregazioni ecclesiali, la chiesa e il sagrato a fini di propaganda elettorale. In caso di dubbio, è meglio astenersi.
I presbiteri, i religiosi e le religiose devono rimanere estranei all'agone politico.
Per orientarsi nelle scelte si devono usare i metodi della politica, valutare i contenuti dei programmi dei partiti e gli orientamenti dei candidati soprattutto negli aspetti antropologici (vita, persona, famiglia ecc.) e sociali (libertà, lavoro, solidarietà, sussidiarietà ecc.) e tenere conto del bene comune, secondo l'insegnamento costante della dottrina sociale della Chiesa.
Mentre si ricorda che il dovere del voto non può essere tralasciato senza grave motivo, per cui si invitano tutti gli elettori a compiere il loro dovere, si ricorda pure l'importanza delle elezioni regionali, in ordine alle quali si devono applicare gli stessi principi sopra ricordati.

venerdì 5 febbraio 2010

Mamma, da grande voglio fare il consigliere regionale

foto Hanno anche la liquidazione, i consiglieri regionali. E che liquidazione: da decine di migliaia di euro. Un beneficio noto agli addetti ai lavori, ma di cui l’opinione pubblica non sempre è consapevole. Almeno fino a ieri.

Già, perché l’arcivescovo di Torino, Severino Poletto, ha avuto l’audacia di biasimare i politici che in tempi difficili come questi mancano di sobrietà. Al cardinale non è piaciuta la super indennità che i consiglieri uscenti della Regione Piemonte percepiranno fra tre mesi, quando si chiuderà la legislatura. Ben 85.770 euro, netti, per 5 anni di lavoro. Il Tfr piemontese è il più alto d’Italia, seguito a poca distanza da quello pugliese, con un’indennità di 80.600 euro a legislatura.

Una regione del nord e una del sud; la mappa delle liquidazioni stravolge la consueta geografia politica e civica. Infatti tra quelle virtuose troviamo al primo posto la Calabria con 21.920 euro, seguita dall’Emilia Romagna con 24mila euro e dal Veneto con 27.497 euro. Insomma: quanto a emolumenti non c’è differenza tra settentrione e meridione, come risulta dalle statistiche della Conferenza delle Assemblee legislative delle Regioni.

Il motivo? Semplice: ogni regione è libera di determinare l’entità degli emolumenti. La conseguenza? Intuibile. Le elezioni che si svolgeranno la prossima primavera costeranno parecchio alla collettività. La media delle indennità di fine mandato nelle tredici regioni che si recheranno alle urne è di 42.901 euro, sempre al netto delle tasse e dei contributi.

Pur essendo molto difficile stimare il Tfr maturato complessivamente fino ad oggi, considerato che riguarda ben 709 consiglieri – alcuni dei quali di prima nomina, altri invece veterani – abbiamo tentato un calcolo indicativo. Ipotizzando che tutti i consiglieri avessero una sola legislatura alle spalle e che tutti venissero sostituiti, il costo complessivo ammonterebbe a 32.633.086 euro. Una bella somma in tempi di crisi, tanto più che il costo reale è di gran lunga più alto.

«Mi auguro che questi dati inducano l’opinione pubblica e i politici a definire con chiarezza e senza sperequazioni quanto debba guadagnare un consigliere regionale in Italia», dichiara Monica Donini, numero uno del Consiglio regionale dell’Emilia Romagna e presidente Conferenza delle Assemblee legislative delle Regioni.
«Le retribuzioni dei consiglieri sono parametrati all’indennità dei parlamentari a Roma – spiega -. C’è chi è molto parco e si ferma al 60% e chi invece tocca il 100%, come la Sicilia che prende come riferimento addirittura il Senato, anziché la Camera dei Deputati».
La liquidazione di solito corrisponde a una mensilità per ogni anno di legislatura. Lo scandalo del Piemonte e della Puglia è presto spiegato: anziché un mese ne vengono considerati due. Quello di Torino è recente, fu approvato nel 2003 durante l’era Ghigo. La liquidazione è proporzionale al numero di anni trascorsi in Consiglio. Per intenderci: se un consigliere lasciasse dopo tre mandati incasserebbe 257.312 mila euro. Puliti, puliti. Una bella ricompensa, non c’è che dire, che si inerisce in una realtà molto variegata

giovedì 14 gennaio 2010

Una interessante indagine del Sole 24Ore sulla tenuta dei sindaci nella fiducia dei cittadini. I dati confermano che anche nei comuni si sta aprendo una stagione di scongelamento del voto storico che, soprattutto in Emilia Romagna, ha bloccato l'alternanza nelle amministrazioni locali

Indagine IPR Pubblicata il 12/1/2010 per Il sole 24 Ore
"Le chiedo un giudizio complessivo sull’operato del Sindaco della sua città nell’arco del 2009. Se domani ci fossero le elezioni comunali, lei voterebbe a favore o contro l’attuale Sindaco ....?."

lunedì 12 ottobre 2009

Sondaggio Politico-Elettorale- Intenzioni di voto al 7/10/2009 by Euromedia Research (Ghial Media Srl)


QUESITO n.1
Domanda : Se ieri si fossero tenute le elezioni politiche Lei a quale partito avrebbe dato la sua preferenza?.
Risposta:PdL: 38.1% Lega Nord: 9.9% Partito Democratico: 26.5% Italia dei Valori: 8.4% "Lista Anticapitalista (Rifondazione Comunista+Comunisti Italiani e altri)": 2.9% Sinistra e Libertà: 2.8% "L'autonomia (La Destra+MPA+Pensionati+Alleanza di Centro)": 1.8% Unione di Centro: 6.5% Radicali: 1.4% Altri: 1.7% INDECISI: 20.4%
QUESITO n.2
Domanda : Quanta fiducia Le ispirano….
Risposta: …il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: 68.7% …il Governo Berlusconi: 54.0%
QUESITO n.3
Domanda : Lei crede che la libertà di stampa in Italia sia in pericolo?.
Risposta: Sì: 28.6% No: 57.4% Non sa/Non risponde: 14.0%
QUESITO n.4
Domanda : Lei pensa che l'informazione italiana (stampa, tg, trasmissioni di approfondimento...), oggi, sia per la maggior parte... .
Risposta: …schierata con l'opposizione: 51.5% …schierata col governo: 30.4% …neutrale: 9.2% Non sa/Non risponde: 8.9%
QUESITO n.5
Domanda : Lei sarebbe favorevole o contrario ad abolire il canone RAI?.
Risposta: Favorevole: 85.0% Contrario: 11.9% Non sa/Non risponde: 3.1%

Qui le specifiche del sondaggio

lunedì 28 settembre 2009

Sondaggio: Il PDL cresce di 3 punti

Grande effervescenza, oggi, per il sondaggio reso noto dall’IPSOS di Nando Pagnoncelli al punto che La Repubblica titola di "elettori cattolici in fuga dal centrodestra".
Ma è fuori posto. In realtà, il sondaggio confronta il comportamento elettorale dei cattolici alle elezioni politiche di aprile 2008 e alle elezioni europee di giugno 2009, spingendosi in una valutazione, da precisare, sugli orientamenti tra aprile e luglio 2009. Si tratta, quindi, di un sondaggio "vecchio" dal quale si rileva, soprattutto, che tra i cattolici praticanti è aumentato l’astensionismo: dal 24,5% al 39,1%, cioè 4 punti in più rispetto all’astensionismo medio generale del 35% contro il 32% delle politiche.Quindi, l’astensionismo dei cattolici è stato leggermente superiore a quello medio generale, ma i loro voti non si sono spostati: per il Pdl, infatti, lo scarto del comportamento elettorale è risultato minimo, pari allo 0,1%.

martedì 21 luglio 2009

I sondaggi continuano ad essere favorevoli all'area liberaldemocratica


Questo è il risultato dell'ultimo sondaggio commissionato da Sky-Digis, un acquirente non certo favorevole al centro destra.