lunedì 17 maggio 2010

Non siamo come Prodi e Visco: ci sono sprechi da tagliare, ma il Governo non metterà le mani nelle tasche degli italiani

PubblicitaCreative-9 La prossima manovra correttiva che il ministro Giulio Tremonti dovrà presentare nei prossimi giorni non conterrà alcun taglio agli stipendi dei dipendenti pubblici. Lo ha assicurato il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, a margine del Forum P.A. «Non stiamo come la Grecia» ha spiegato il ministro. «Ci sono sprechi da tagliare, ovunque si annidino, a partire dagli sprechi in politica. Ciascuno deve fare la propria parte»ha aggiunto Brunetta, ribadendo comunque che «il governo non metterà le mani nelle tasche degli italiani».

«TAGLI AGLI SPRECHI MA ANCHE RILANCIO E SVILUPPO» - Parlando al convegno inaugurale della XXI edizione del Forum P.A., Brunetta ha spiegato che «il ministro Tremonti presenterà il decreto nelle prossime settimane, in coerenza con i dettami europei; però - ha sottolineato - questo provvedimento non sarà solo e tanto di tagli agli sprechi, dovrà essere parallelamente di rilancio e sviluppo del Paese, realizzando quelle riforme che sono a costo zero, che sono come le ho definite sotto zero». Il ministro della P.A. ha inoltre sottolineato come «questo Paese non sopporterebbe un mero taglio keynesiano della spesa, perchè farebbe ridurre la domanda effettiva e il reddito. Noi abbiamo bisogno di più crescita, con minore spesa pubblica cattiva. Questo è l'oggetto della nostra azione nelle prossime settimane», ha aggiunto, sostenendo che i tagli devono però essere «selettivi, intelligenti. Così come Brunetta ha detto "sì" al patto di stabilità interno, ma anche questo intelligente e selettivo». Il rischio è che con tagli orizzontali si «puniscono allo stesso modo cicale e formiche e questo è sbagliato. I tagli orizzontali non servono, sono deleteri, sono una iattura: è come restringere - è l'esempio portato da Brunetta - la cinta di qualche buco pensando di essere dimagriti, occorre mettersi a dieta in regime funzionale».

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