domenica 30 maggio 2010

Cosa aspettiamo a buttare a mare attraverso il federalismo questa indecente classe politica che governa il meridione d’Italia e che impoverisce tutto il Paese?

pict001 Come si fa ad accumulare deficit nella sanità?
Prendiamo una regione, la Sicilia che conta perdite per 237 milioni.

Si dà il caso che in Sicilia i dipendenti del 118, il servizio di emergenza per le ambulanza, siano 3.360. Detta così, potrebbe anche sembrare una cifra normale. Ma assume contorni surreali quando si scopre che in tutto il resto del Paese per lo stesso servizio ci sono soltanto 1650 dipendenti. Cioè: la bella isola da sola conta oltre il doppio di uomini di tutte le altre regioni messe assieme.
I quasi 3400 operatori sono al servizio della Sise (Siciliana servizi emergenza), che attualmente si trova in liquidazione. Ma niente paura: ritroveranno tutti il posto appena l’azienda chiuderà i battenti, poiché passeranno sotto una nuova sigla, la Seus.

Non bastasse la legione di uomini, c’è pure quella dei mezzi, cioè le ambulanze. Dovrebbero essere una ogni 30 mila abitanti, come nel resto del Paese. Su una popolazione di circa 5 milioni, fa più o meno 167. Invece sono 256. Il lato grottesco della faccenda è che nella gran parte questi veicoli non servono. Sono poco più che taxi pagati a carissimo prezzo da soldi pubblici.
Come è possibile? Le ambulanze si dividono in due categorie: A, cioè quelle munite di adeguata strumentazione e con personale medico a bordo e B, cioè quelle che non portano strumentazione e medici ma servono semplicemente per il trasporto. Nonostante il già alto numero di mezzi su strada, la Sicilia ha deciso qualche anno fa di dotarsi di nuove ambulanze: 64 nel 2005 e 49 nel 2006. Tutti veicoli da trasporto (tipo B), poiché medicalizzare un’ambulanza - cioè dotarla di strumenti e dottore a bordo - costa 300 mila euro l’anno, spesa insostenibile.
Questi veicoli, poi, non sono stati acquistati, ma noleggiati a lungo termine, passaggio che ha portato a spendere 8 milioni di euro in più (all’epoca tutto il servizio di 118 costava circa 100 milioni di euro).

A fine settembre 2005, si è riunita una commissione di esperti del 118. Alcuni professionisti intervenuti hanno fatto presente che le ambulanze definite da trasporto sono inutili e dannose sul territorio e che da un punto di vista tecnico, la scelta di prenderle era incomprensibile. Avrebbe avuto più senso medicalizzare alcune di quelle già esistenti, dato che in provincia di Trapani - per esempio - su 23 veicoli solo 3 sono adeguatamente attrezzate. Invece no.
Sapete che fa la Regione? S’inventa un nuovo genere di ambulanza, il tipo A/B. Cioè veicoli con strumentazione medica,ma privi di un medico che la sappia usare. Insomma, mezzi da trasporto, inadatti per i casi di emergenza, eppure carissimi.

Ecco come si fa ad accumulare deficit astronomici nella sanità.

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