sabato 16 gennaio 2010

Scuola dell'Infanzia S, Dorotea: la convenzione è stata rinnovata ma si poteva e si doveva fare di più

La convenzione tra il Comune e la Parrocchia di Casola Valsenio, gestore della Scuola dell’Infanzia S. Dorotea, approvata nell’ultimo consiglio comunale, ci sollecita due brevi considerazioni.

La prima riguarda la natura di questa antica istituzione scolastica.
E’ incontestabile che , dall’Unità d’Italia al 1945, furono soltanto pochi enti morali e le scuole materne della comunità cattolica, che si interessarono direttamente al problema dell’educazione prescolare. In tempi in cui Stato ed Enti Locali non erano direttamente presenti, in queste scuole, vennero educate generazioni e generazioni di bambini.
La nostra scuola si colloca all’interno di questa antica e benemerita tradizione e la comunità casolana ha sempre dimostrato di considerare essenziale l’opera del suo asilo che è stato difeso e sostenuto anche in tempi in cui un egemone Partito Comunista si accaniva particolarmente contro le scuole private religiose.
Oggi nessuno sembra più intenzionato a mettere in discussione l’esistenza delle scuole non statali anche se qualche residuo di intollerante tradizione statalista rimane in minoritari ambienti politici. E perciò diamo per scontato che da parte di quasi tutti ci siano le migliori intenzioni di aiutare, valorizzare, difendere sostenere la materna S. Dorotea.

La seconda considerazione attiene la dimensione degli aiuti economici che anche il nostro comune, come la stragrande maggioranza dei comuni italiani, assicura alla scuola paritaria.
Oggi, ogni sezione di scuola dell’infanzia ha costi che si aggirano attorno ai 60mila euro che comprendono gli oneri per il personale docente, e, in quota frazionale, quello per il personale ausiliario, per il mantenimento delle strutture edilizie, per i costi gestionali (luce riscaldamento acqua telefoni), per i materiali di consumo, senza conteggiare i costi dei servizi di mensa scolastica e di trasporto.
Per far fronte a queste spese le scuole paritarie si avvalgono di un contributo statale annuale di circa 15/18mila euro cui si aggiungono le quote del Comune e le rette mensili pagate dalle famiglie.
La delibera che è stata assunta dal consiglio comunale, assegna un contributo di 9mila euro per il funzionamento di una intera sezione e per l’attivazione dello Spazio Bambini, il servizio di accoglienza part time per i piccoli di due anni.
Il contributo comunale ci è parso decisamente troppo basso ed abbiamo chiesto che per il futuro fosse portato a 9mila euro per la sezione di materna e ad almeno 4mila euro per lo Spazio Bambini. Di fronte al diniego del Sindaco ad assumere impegni più consistenti, ci siamo astenuti all’atto della votazione.

Nel corso del dibattito abbiamo cercato di motivare le ragioni che avrebbero dovuto impegnare il nostro comune a qualche sacrificio in più per aiutare la S. Dorotea, ben sapendo che in periodi di risorse limitate le scelte che si devono fare a favore di uno vanno inevitabilmente a scapito di un altro, ma pensiamo che nessuno possa vantare meriti superiori a quelli della scuola dell’infanzia cattolica per accedere a maggiori benefici economici se si crede, naturalmente, nel valore aggiunto rappresentato dalla scuola autonoma.
Abbiamo ricordato ai consiglieri che il contributo assegnato all’ente gestore dal nostro comune (5mila euro scarsi a sezione) è tra i più bassi di tutta la provincia di Ravenna come risulta da questa tabella che riporta le assegnazioni per sezione nei vari comuni:

Purtroppo in sede di discussione non siamo riusciti a conseguire quelle consonanze con i consiglieri cattolici eletti nelle fila del PD che invece ci saremmo aspettate.
Fino ad ora è sempre accaduto che tematiche sulle quali avremmo auspicato e sperato un aggancio trasversale di naturale culturale ed etica non abbiano trovato riscontri positivi in consiglio comunale.
E' un vero peccato perchè avremmo potuto dimostrare che in politica le appartenenze ideali sono altrettanto e forse più importi delle appartenenze partitiche.
Ma le speranze non sono perse e se avremo la fortuna di vedere allentati i livelli dello scontro romano, potrebbe accadere che molte delle iniziative che vanno nell'interesse esclusivo della comunità trovino minori ostacoli al confronto costruttivo e alla reciproca comprensione.
Per l'intanto aspettiamo la prossima convenzione che dovrebbe inserirsi in un più ampio progetto di ricollocazione dei servizi per l'infanzia a livello cittadino dove auspichiamo che anche "l'asilo delle suore" trovi adeguata collocazione e il rispetto che merita.



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