giovedì 17 dicembre 2009

Allora rideremo

Nella sua comunicazione politica il PD casolano utilizza alcuni leite motive ricorrenti e immutabili: il più gettonato è quello sull’agricoltura di cui si sente, senza reale merito, paladino e interprete privilegiato.
La sinistra ha una storica abilità a blandire gli agricoltori con forti esaltazioni delle amministrazioni “rosse” e con una visione terrifica e distruttiva dell’azione di governo. Mai un’eccezione, mai una variante, mai una incertezza almeno semantica. Mai.
Solo a volte la natura tignosa e intollerante del partito (difettaccio che deriva dall’antico dna di uno dei due coniugi che compongono la coppia) si manifesta ad esempio quando li chiama a proposito del Parco “i furbetti del contadino”, per poi ricomporsi per mostrare la solita faccia da esportazione.
Ultimamente il battage contro il ministro Zaia per l’agricoltura offesa e calpestata (e infatti è l'unico ministro che ha fatto confluire sugli agricoltori un miliardo e trecento milioni di euro), si è fuso con il battage per i fondi per la montagna che sarebbero stati tolti a bravissimi e lungimiranti amministratori che con sacrifici, creatività, estro e fantasia hanno saputo mantenere le popolazioni nei territori impervi rappresentati dall’alta collina faentina (altezza media abitativa: al di sotto dei 200 metri sul livello del mare!).
“Non vi sono più alibi; la scelta del centrodestra e della Lega Nord è quella di colpire la montagna” tuona perentorio il PD casolano che, naturalmente, è molto seccato dai provvedimenti collegati alla finanziaria che gli tolgono soldi e assessori.
Non hanno capito ancora che il mondo della pubblica amministrazione sta cambiando velocemente.
Sono li a chiedersi dove sono finiti i soldi che permettevano loro di fare tante e diverse cose che magari poco avevano a che fare con la montagna e con l’agricoltura, ma che alla fine consentivano di metter una toppa qua ed una la, di accontentare qualche lobby, di cavarsi qualche ghiribizzo.
Ma vediamolo dove sono finiti questi soldi negli ultimi dieci anni. Ecco qui sotto il prospetto.
Ciascuno valuti se erano le scelte giuste da farsi e se la scomparsa di questo modello scriteriato e sconclusionato di investimento adesso metterà la collina in ginocchio.
E infine mentre si valuta tutto ciò, si sappia che le risorse che dicono sottratte, ritorneranno ai comuni e alle loro articolazioni attraverso il federalismo che obbligherà a dire ai cittadini “mi paghi questa tassa perché voglio fare questa cosa”.
Allora rideremo.

mercoledì 16 dicembre 2009

Il rapporto tra stato e cittadini: alcuni punti essenziali per capire il progetto liberaldemocratico del Popolo della Libertà



Non occorrono lunghi e prolissi documenti per rendere evidenti e comprensibili i valori e i programmi del PdL.
Ecco un decalogo che può aiutare a capire le nostre posizioni nel rapporto tra stato e cittadini




 Lo Stato deve assicurare l’essenziale a tutti i cittadini e consentire a chi ne ha bisogno di ottenere di più; deve cioè promuovere i meriti e tutelare i bisogni;

 Lo Stato deve regolare i comportamenti dei cittadini, non sostituirsi alla loro iniziativa per risolvere i loro problemi: è questo il principio della sussidiarietà;

 Spetta allo Stato il compito di garantire ai cittadini un’eguaglianza di opportunità. Ciò significa che ciascuno deve poter disporre delle medesime condizioni di partenza, ma anche ottenere gli strumenti per non essere emarginato durante il cammino;

 Le politiche sociali non devono abituare il cittadino all’assistenza, ma riattivare le sue possibilità di procurare a sé e alla sua famiglia il necessario in condizioni di piena autonomia ed autosufficienza;

 “Pubblico” non significa necessariamente “bene fornito dallo Stato”. Si possono perseguire finalità di interesse pubblico e generale anche con forme privatistiche, più adatte sul piano gestionale;

 Lo Stato deve incoraggiare la solidarietà tra i cittadini, all’interno della comunità a cui appartengono;

 Per essere equa una politica di welfare non può gravare eccessivamente sulle generazioni in attività che ne assicurano il finanziamento;

 Non vi può essere neppure una sicurezza sociale a debito e a carico delle generazioni future;

 Il presente non ci è dato dai padri, ma prestato dai figli, ai quali dobbiamo restituirlo salva rerum substantia;

 Non si può progredire veramente spendendo oltre le proprie disponibilità.

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Politica e internet. La proposta del PDL

Le polemiche di questi giorni confermano il ruolo centrale che internet ha assunto anche nella politica italiana, come luogo di un dibattito politico permanente. Internet è e deve rimanere un luogo di libertà di espressione ma non è un luogo al di sopra delle leggi.
Bene fa il governo a tenere sotto osservazione siti e pagine sui social network che diffondono messaggi di vera e propria istigazione a delinquere e a perseguire chi si macchia di tali reati, avvalendosi delle leggi vigenti.
Il PDL invita il governo a valutare due possibili linee di intervento:
1. Stabilire un dialogo permanente con chi ha la responsabilità dei social network per facilitare e velocizzare la rimozione di contenuti in violazione della legge e l’individuazione dei singoli responsabili.
2. Costituire una task force permanente con gli esperti e gli operatori del settore, per individuare quali misure adottare per garantire che la rete rimanga un luogo di libero confronto di idee ma non una zona franca al di sopra e al di fuori della legge.
“Si tratta di impedire – commenta l’on. Antonio Palmieri, responsabile internet PDL - che la spazzatura dell’odio sommerga la rete. Libertà di espressione non significa libertà di insulto o istigazione a delinquere. Internet non è una arena dove esprimere il peggio di sé. Dobbiamo educarci tutti a usarla liberamente ma responsabilmente”.
"Internet deve essere un ambito di discussione, di cultura - afferma Antonio Giordano, vice responsabile internet PDL - e di vero confronto, non una piazza dove vince chi grida e chi insulta di più.".

lunedì 14 dicembre 2009

Ancora sulla clamorosa sconfitta del PD faentino: commenti e analisi















Il commento di Gianguido Bazzoni, coordinatore provinciale del Pdl
"Le primarie di Faenza dimostrano senza ombra di dubbio che i Faentini sono veramente stanchi del “gruppo di potere dominante” (parole di Malpezzi) che ha imperversato a Faenza nei tanti anni passati, cupi e degradati. C’è da chiedersi con chi il candidato Sindaco uscito dalle primarie si proporrà di governare Faenza per cercare di porre un argine alla sua definitiva classificazione come “paesone di campagna in rapido impoverimento” testimoniato anche dal recente declassamento della sua stazione da parte delle Ferrovie dello Stato.
Se, in nome di aprioristiche scelte di campo, Laboratorio Faenza ed il suo candidato vincente dovessero mantenere la stretta alleanza con la sinistra degli affari, del potere e del declino programmato (in favore di Lugo e Ravenna), avrebbero ben raggirato gli elettori e tutti i Faentini.
Dopo una campagna asfissiante che, per mezzi economici impiegati, gareggiava con le primarie americane, Malpezzi è riuscito a portare al voto più o meno gli elettori della vecchia Margherita, mentre De Tollis ha contato su nemmeno la metà dei voti della sinistra.Tutti insieme contano su circa il 30% dell’elettorato; questo significa due cose: la prima è che la sinistra ex comunista è in grande confusione e rapido declino elettorale, la seconda è che si apre per il Popolo della Libertà e per la coalizione di centrodestra un concreta ed esaltante possibilità di vittoria alle elezioni amministrative di Faenza.

Il commento della Lega Nord
"La vittoria di Malpezzi ci porta ad un'analisi politica:  la giunta Casadio ha ricevuto una sonora bocciatura e non dalla parte politica che l'ha contrastata in questi 10 anni di mal governo a Faenza, ma dai suoi stessi elettori che hanno bocciato il suo naturale successore De Tollis sostenuto da tutta la nomenclatura del PD".
Mai come ora i dati elettorali, i sondaggi, ma soprattutto il malcontento dei Faentini danno come possibile un ribaltone a Faenza con la possibilità di un sindaco di centro destra".

Il commento odierno di Faenzanet
Possiamo dire che è successo l’impensabile, che in due mesi dal nulla è nata una novità quasi assoluta?
Il successo nella sua nettezza lascia davvero a bocca aperta: che Malpezzi potesse ottenere un buon risultato era nell’aria, ma che stravincesse con simili numeri e contro così ben attrezzati avversari, crediamo non se l’aspettasse davvero nessuno, staff del candidato in primis.
Evidentemente i quarantenni di ‘Laboratorio Faenza’ hanno avuto più lungimiranza, avvedutezza, polso della città di quanto non ne abbiano dimostrato navigati dirigenti e politici di lungo corso. Malpezzi batte non tanto De Tollis, (bravissima persona la cui forse unica colpa era quella di essere faentino da pochi anni), ma piuttosto chi lo ha sostenuto, quasi imposto alla città con una logica da nomenclatura di altri tempi. Alcuni dirigenti evidentemente non hanno tenuto conto che tante scelte non erano così gradite (vedasi l’Iper della Coop) ma contavano probabilmente una volta ancora di veder appoggiate le proprie scelte.
Ed adesso?
Adesso la sfida si sposta sulle amministrative del 21 e 22 marzo dove il vincitore delle Primarie dovrà misurarsi contro il centrodestra.
Primo passo sarà quello delle alleanze dove oltre al PD i cui massimi responsabili hanno già detto -ovviamente- che lo sosterranno, quasi certo che anche l’IdV sia un tassello della compagine elettorale (la responsabile faentina Claudia Berdondini fu la prima a sparare alzo zero sulle modalità di scelta di De Tollis). Poi Malpezzi dovrà operare la scelta tra UDC e Sinistra: in campagna elettorale aveva già annunciato che per la Sinistra i giorni al governo di Faenza erano contati (tecnicamente ha scritto "Quando avrà vinto le Primarie, valuterà se le posizioni ideologiche dei Comunisti sono ancora compatibili con il progetto di novità di cui ha bisogno il futuro di Faenza") ma nel frattempo l’UDC, o quantomeno la parte maggioritaria di quest’ultimo, si è chiamata fuori candidando Gilberto Bucci e questo nonostante a livello nazionale siano in atto ampie trattative tra Casini e Bersani, dove Faenza poteva diventare esempio e laboratorio.
Oltre alle forze politiche nazionali, vista l’attuale situazione è poi assai probabile che sorga anche una "lista Malpezzi": ad esempio a Firenze pro Matteo Renzi sono scese in campo anche due "Liste Renzi" che hanno raccolto i voti di chi pur appoggiando localmente il giovane candidato non voleva saperne di dare il proprio consenso ai partiti tradizionali. Anche a Faenza non guasterebbe che a sorreggere Malpezzi ci fosse una proposta politica per la città indipendente da Bersani e Di Pietro.

Un risultato clamoroso: Giovanni Malpezzi stravince le primarie del centro sinistra di Faenza

Malpezzi stravince.

De Tollis e l'attuale Sindaco Casadio hanno già telefonato a Malpezzi per congratularsi.

Quando mancano i risultati di poche ultime schede dubbie il divario è incolmabile:
Malpezzi 4109 - De Tollis 2999  (58% a 42%)







Quando si amministra male e non si è più in grado di capire i propri cittadini questi sono i risultati.
Ora sarebbe almeno auspicabile una bella sforbiciata nel gruppo dirigente del PD faentino che negli ultimi quindici anni ha deciso, tutto o quasi, anche nei nostri territori.

domenica 13 dicembre 2009

L'aggressione al Presidente Berlusconi è il frutto dell'odio

Se ci sono giornali-partito che mandano in stampa numeri monografici infarciti di menzogne; se ci sono trasmissioni televisive che mettono in scena processi mediatici in prima serata; se c’e’ addirittura chi, come Di Pietro, in un momento del genere giunge ad additare Berlusconi come l’istigatore, c’e’ poco da stupirsi e anzi c’e’ da ringraziare che non sia accaduto di peggio.
Da tempo il Pdl ha segnalato inascoltato a quale deriva si stesse andando incontro. Nessuno ha voluto prendere le distanze da tutto questo e addirittura si sono immaginate "union sacre" in nome dell’antiberlusconismo. Le responsabilita’ sono chiare, e non basteranno ipocrite parole di solidarieta’ a posteriori a farle venire meno. Il corpo elettorale, al momento opportuno sapra’ giudicare.

sabato 12 dicembre 2009

La visita ispettiva del nostro gruppo consiliare al depuratore





Si è svolta oggi la richiesta visita ispettiva del nostro gruppo consiliare, rappresentato dai consiglieri Bertozzi e Piolanti, al depuratore di Casola Valsenio. Accompagnati dal tecnico di Hera, responsabile del Servizio, dal Sindaco Iseppi e dagli assessori Barzaglia e Ricciardelli abbiamo potuto constatare lo stato di funzionamento dell’impianto e rivolgere molte domande.
Dall’incontro è emerso che l’impianto, ormai in servizio da oltre vent’anni, è in grado di svolgere la propria funzione ancora con efficienza e di corrispondere pienamente alle necessità di Casola essendo tarato per servire una popolazione di circa duemila abitanti. Tutta l’area abitata risulta servita con l’eccezione di via delle Vigne e di una derivazione di Via Roma che dovrebbero essere collegate entro il 2010. A giudizio del tecnico non si evidenziano problemi particolari di funzionamento e di gestione poiché Hera oltre a disporre di un sistema di telerilevamento dei parametri degli apparati, ha in atto un contratto con la Coop Valle del Senio per i controlli quotidiani. I fanghi vengono settimanalmente prelevati e trasferiti negli impianti di stoccaggio di Imola.
Al termine della visita abbiamo dichiarato la nostra soddisfazione per il grado di funzionamento e di mantenimento dell’impianto.

giovedì 10 dicembre 2009

Per l'agricoltura stanziato quattro volte di più di quanto fece il Governo Prodi: smentite le cassandre del PD

"La migliore risposta alle critiche strumentale ed interessate che nei mesi scorsi avevano investito il governo e il Ministro Zaia penso stia nei fatti- commenta l'On. Pini- : per i prossimi 3 anni i finanziamenti al comparto agricolo saranno pari a 1,145 MLD di euro; per gli amanti delle statistiche, è bene chiarire che la cifra è quattro volte quella stanziata dal Ministro De Castro e dal defunto governo Prodi, quello che passò alla storia per aver tagliato il fondo di solidarietà in agricoltura. Fondo che la Lega ha invece voluto con forza rifinanziare.
Dopo mesi di trattative difficili torna il sereno tra il comparto agricolo ed il governo grazie alla caparbietà del Ministro Zaia che per la prima volta in 12 anni è riuscito ad aumentare pesantemente le risorse per l'agricoltura nonostante la crisi.
Non abbiamo mai mancato di confrontarci con gli agricoltori, nemmeno nei momenti più difficili - ricorda l'On. Pini- citando per esempio la visista del Ministro al Mac Frut in ottobre, proprio perché vi era un impegno chiaro e preciso a sostegno dell'agricoltura romagnola.
Gli agricoltori seri so che hanno apprezzato questo lavoro, che comunque non è che all'inizio: ora bisogna vincere la battaglia sui prezzi della frutta alla GDO, ancora troppo bassi per colpa di una eccessiva frammentazione dell'offerta."

mercoledì 9 dicembre 2009

Provvedimenti di rilievo


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La Giunta comunale nella seduta del 5 Dicembre 2009 ha assunto due provvedimenti rilevanti:
- l'assunzione di un mutuo di € 60.000,00 con la Banca di Imola per il restauro della Chiesa di Sopra e per la valorizzazione del Giardino delle Erbe (delibera n 113);
- l'assunzione di un Mutuo di € 105.000,00 con la Banca di Imola per la costruzione di loculi nei cimiteri di Baffadi e Zattaglia e per l'ampliamento del Cimitero di Baffadi (delibera n.114).
Chiunque può prendere visione degli atti presso la segreteria comunale.


Il difficile cambio di pelle del PD

Che cosa è il Pd? Che significa oggi Partito Democratico? Quanto è lontano il nuovo di Bersani dal vecchio del Partito Comunista italiano? E quanto hanno inciso in questa eventuale trasformazione i passaggi fin troppo veloci di Veltroni e di Franceschini?
Proviamo a leggere alcuni elementi che ci aiutino a interpretare alcune delle caratteristiche più controverse del PD. Per farlo individuiamo tra le tante quattro categorie.



1) Le radici profonde che non si vogliono tagliare: la superiorità morale.
Un primo punto fermo è che Bersani deve ancora oggi tagliare quelle radici del vecchio comunismo mai recise fino in fondo dalla svolta della Bolognina di Occhetto. In sostanza, senza questo gesto non è possibile collegare direttamente il Pd alla socialdemocrazia europea.
Le vecchie radici infatti affondano in un terreno di cultura marxista-leninista per cui la classe dirigente è la punta di diamante del partito e, come tale, può vantare una superiorità morale che la rende immune dalle critiche. Ora è evidente che questa superiorità non viene riconosciuta più da nessuno, neanche dagli stessi aderenti al Pd, se oggi non poca parte di costoro si dichiara insoddisfatta della svolta di Bersani.
Però è sempre in base al principio della superiorità che gli esponenti della sinistra moraleggiano e pontificano su qualunque atto o provvedimento delle forze politiche loro antagoniste. Tuttora agli avversari non viene riconosciuta quella parità morale che invece è alla base del confronto in tutta Europa tra i popolari e i socialdemocratici.
Questo atteggiamento di spocchiosa presunzione morale lo si ritrova ovunque: si prenda ad esempio la lotta di questi giorni per le primarie del centro sinistra a Faenza tra de Tollis e Malpezzi. Come si comporta il PD? Ovviamente cercando di screditare l’avversario facendogli terra bruciata attorno utilizzando né più né meno le argomentazioni che di solito adopera contro il centro destra. Tutto questo in nome della convinzione di essere sempre dalla parte del vero e del giusto, dell’onesto e del buono, dei poteri sani contro i poteri “forti”, dei poveri contro i ricchi. Dall’altra parte solo nefandezze e intrighi, interessi indicibili e personalismi. Appunto il più canonico modello comunista per l’acquisizione e la conservazione del potere.

2)La presunzione della rappresentanza
Il secondo punto resta quello della presunzione di rappresentare totalmente i lavoratori: un concetto che poteva andar bene ai tempi di Togliatti, di Longo e di Secchia, ma che non trova rispondenza oggi, in una società profondamente mutata, che vede prevalere nelle classi lavoratrici e in genere tra i meno abbienti, il voto verso il Popolo della Libertà.
Questa situazione di fatto si ripercuote anche all’interno del sindacato che vede una prevalenza di adesioni da parte dei pensionati, ovvero dei più anziani in età, nei confronti della Cgil che talvolta viene colta ancora dal vecchio vizio di voler fare la cinghia di trasmissione tra partito e classe operaria.

3)La politica delle piazze
Terzo punto è quello del rapporto logorato con la piazza: un rapporto tormentato, vissuto malissimo sotto la pressione di nuovi ed efficaci piazzaioli come Di Pietro, Beppe Grillo e il popolo dei blog.
Non può più oggi, il Partito Democratico, mobilitare da solo le piazze come poteva fare ai tempi del Partito Comunista, se non ricorrendo al trasporto di massa dei pensionati operato dalla Cgil secondo i vecchi schemi.

4)Il rapporto con il territorio
Manca ormai da tempo quel rapporto diretto con il territorio che era il fiore all’occhiello delle vecchie amministrazioni locali di sinistra. Queste si sono sempre più rinchiuse nel Palazzo, specializzate nel gestire un potere amministrativo sempre più vasto, senza più dare ascolto alle richieste della gente.
Ecco perché quelle amministrazioni comunali dell’Emilia Romagna e della Toscana che un tempo costituivano il vanto e l’orgoglio della sinistra proprio per la loro capacità di rispondere ai bisogni, ai desideri, alle richieste degli elettori, anche di quelli non della loro parte, oggi sono entrate fortemente in crisi, contestate dall’interno e dell’esterno del loro partito. Ecco perché ad esempio una città industriale per eccellenza come Prato che per 63 anni ininterrotti fu il caposaldo e la roccaforte della sinistra in Toscana, con percentuali di voto più che bulgare, oggi è passata al centro destra.

E allora, che cosa è oggi il Partito Democratico? Una ripetizione del vecchio Pci delle Botteghe Oscure o un moderno partito socialdemocratico europeo?
Nessuna delle due, credo, né carne né pesce. Siamo di fronte ad un movimento che è rimasto impantanato nel guado di un percorso sofferto e che sta cercando faticosamente la sua strada, il suo obiettivo. Con una sinistra come questa, anche volendolo, non è facile dialogare. Ecco perché la strada delle riforme si presenta oggi molto difficile.

Arriva il Fondo di Solidarietà per gli agricoltori

Con la conclusione dell'esame della legge finanziaria 2010, la commissione Bilancio della Camera ha approvato il cosiddetto maxiemendamento contenente anche il rifinanziamento del Fondo di Solidarietà Nazionale.
Soddisfazione di Coldiretti per il risultato raggiunto, in attesa dell'approdo in aula del provvedimento a partire da oggi mercoledì 9 dicembre e del voto finale che è previsto entro i primi giorni della prossima settimana. "Con grande soddisfazione - commenta Massimiliano Pederzoli, Presidente di Coldiretti Ravenna - apprendiamo che la commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha approvato il maxiemendamento alla finanziaria 2010 all'interno del quale sono previste anche le risorse necessarie per il rifinanziamento del Fondo di Solidarietà Nazionale con continuità di stanziamenti fino al 2012 tali da consentire di ripianare anche le passività accumulate negli anni precedenti".
Una necessità che era particolarmente sentita a Ravenna - sostiene Coldiretti - tant'è che nel corso del 2009, nonostante le incertezze, le imprese più dinamiche e specializzate avevano avuto fiducia nel sistema ed assicurato contro le calamità naturali, oltre 150 milioni di produzione.
"A questo punto - conclude Pederzoli - non ci resta altro che mantenere alta l'attenzione affinchè il buon lavoro impostato fino al voto di oggi in commissione, diventi una risultato definitivo entro la prossima settimana quando sarà definitivamente approvata la finanziaria".

lunedì 7 dicembre 2009

In attesa dell'apertura della discussione sul Bilancio 2010, guardiamoci attorno

Mentre si avvicina anche a Casola la discussione sul Bilancio 2010, prendiamo spunto dal dibattito già in atto in altre città, per ricordare a Iseppi che uno dei temi sui quali saremo molto sensibili sarà l'aumento delle tariffe dei servizi posto a carico dei cittadini. Per introdurre l'argomento presentiamo un resoconto sulla politica tariffaria di Lugo per il prossimo 2010. L'articolo è tratto dal Nuovo Diario Messaggero di Imola

Aumenti in vista per le tariffe dei servizi comunali a partire dall’anno prossimo. L’argomento è stato al centro di una recente riunione di giunta: in vista della presentazione del bilancio di previsione 2010, che avrà luogo nella seduta del consiglio comunale del 9 dicembre, è stato preso in esame tutto il tariffario del Comune, al fine di stabilire gli adeguamenti da inserire in bilancio.
Sul tavolo, la rosa completa delle tariffe comunali, comprendente: i parcheggi a pagamento e gli abbonamenti per i residenti, i trasporti pubblici verso il cimitero per la ricorrenza dei defunti, l’illuminazione votiva, la fornitura dei pasti alle mense scolastiche, agli anziani e ai dipendenti comunali, gli standard urbanistici, i diritti di segreteria, i centri estivi dei servizi per l’infanzia, i servizi educativi e scolastici, gli impianti sportivi.
Ma si tratta di aumenti importanti, che peseranno molto sulle tasche dei cittadini? Dobbiamo quindi aspettarci un 2010 economicamente più pesante? «Nient’affatto - rassicura il sindaco Raffaele Cortesi - l’adeguamento delle tariffe comunali è un atto necessario per poter impostare il bilancio di previsione, quindi si tratta di un passaggio normale e previsto. Non ci sarà nessun aumento importante e degno di nota: alla maggior parte dei servizi comunali, come ad esempio per i servizi mensa, verrà semplicemente applicato l’aumento Istat, pari all’1%».
Un aspetto che di certo interessa molto ai cittadini è quello dei parcheggi pubblici, la cui tariffa attuale è pari a 70 centesimi all’ora. Questa tariffa aumenterà? Il sindaco non si sbottona e si limita a dire: «Ben poco, solo alcuni centesimi». Ma visto che i singoli centesimi non sono accettati dalla maggior parte dei parcometri, si può prevedere che la tariffa della sosta a pagamento potrà lievitare almeno di 10 centesimi, salendo così a 80.
Altro aspetto importante, uno di quelli che pesa di più sulle tasche dei cittadini, è quello riguardante le tariffe degli asili nido e delle scuole materne comunali. Ma anche qui il sindaco minimizza: «Nessun aumento rilevante: per le famiglie con un reddito Isee inferiore ai 12mila euro non ci sarà alcun aumento, e gli adeguamenti Istat saranno applicati solo per i redditi Isee superiori ai 20mila. Insomma - conclude - non c’è nulla da preoccuparsi: un piccolo adeguamento è inevitabile, ma si tratterà di qualcosa di veramente impercettibile».
Gli adeguamenti in questione non sono comunque ancora stati fissati con precisione, quella svoltasi in giunta è stata una prima riunione sul tema ai fini del completamento del bilancio 2010.

Finanziaria: il Pdl corre contro il tempo - Barricate Pd: dalle 24 alle 6 niente voto

La notizia

Scontro tra maggioranza e opposizione in commissione Bilancio. Tempi sempre più risicati dopo una nottata di confronto: il testo è atteso in aula mercoledì e i lavori dovranno terminare oggi. Pd: "Discussione impossibile, manovra blindata". Il Pdl: "Questa è la nostra scelta"




L’opinione
La finanziaria e' la legge che caratterizza la politica economica di un governo. Il governo dovrebbe assumersene la responsabilità e prendersi il merito o il biasimo degli elettori. I tormentoni della discussione, emendamenti, e patteggiamenti vari conditi dalla retorica della sovranità del parlamento sono inutili. Non è antidemocratico che ogni governo faccia la sua finanziaria e la approvi con i voti di cui dispone.
In Inghilterra, della cui tradizione democratica nessuno dubita, il cancelliere dello scacchiere la prepara, la illustra al parlamento e resta tale e quale, con le ovvie critiche dell'opposizione. In Italia tutto e' complicato, anche le cose più semplici.
E' evidente quanto bisogno ci sia di riforme.



sabato 5 dicembre 2009

Rimpatriata di Sindaci attorno a Luca de Tollis per dimostrare chè è lui che dedicherà nuove attenzioni al comprensorio: noi non ne siamo convinti

Il candidato sindaco di Faenza, Luca de Tollis, che il 13 dicembre affronterà l’antagonista outsider Giovanni Malpezzi nelle primarie del PD, ha incontrato i sindaci del comprensorio faentino. L’evento aveva lo scopo di mostrare i muscoli nei confronti del rivale facendo scendere in campo il potente apparato istituzionale di cui il PD dispone a piacimento.
Lo spot verteva sulla proclamazione delle volontà di de Tollis di farsi interprete delle necessità dei territori. Tutti i sindaci (Ponzi di Riolo, Missiroli di Brisighella, Iseppi di Casola, Anconelli di Solarolo, Bambi di Castel Bolognese) presenti in pompa magna hanno diligentemente applaudito a comando al fine di offrire l’immagine di un processo di cooptazione concluso. Il messaggio rivolto al povero Malpezzi ma soprattutto agli elettori faentini è stato incontrovertibile: “non c’è trippa per gatti”.
In realtà questi sindaci, che ora si profondono in applausi e in abbracci, sanno benissimo quanto sia sempre stata chiusa, indifferente, miope, a volte persino dannosa la politica del Comune di Faenza nei confronti del comprensorio. Quante difficoltà e quante resistenze abbiano dovuto affrontare, spesso senza risultato, le amministrazioni dei piccoli comuni per richiedere la gestione coordinata e programmata delle risorse, la valorizzazione turistica, la programmazione dell’economia e dell’occupazione, lo sviluppo di un sistema amministrativo integrato, la sanità di area.
Ad elencarli sarebbero tali e tanti gli elementi di divisione e di discordia tra centro e periferia che lo stesso PD di de Tollis sente la necessità di lanciare un messaggio del tipo “quello che non abbiamo fatto, faremo”.
Per bon ton, a noi non sarebbe dato di esprimere preferenze in casa d’altri, ma mai come in questa circostanza ci si potrebbe sbilanciare per auspicare che nell’interesse del territorio e di una migliore qualità dell’azione amministrativa a favore dei comuni del distretto faentino, passasse non già la candidatura di de Tollis ma quella di Malpezzi come evidente e vistoso segno di discontinuità e di frattura con una politica dell’apartheid voluta e imposta dalle amministrazioni Casadio in questi dieci anni.
E se anche il nostro Sindaco applaude e si accoda come da copione, siamo convinti che la sua opinione non sia molto diversa dalla nostra. Con una sola differenza: noi la possiamo esprimere, lui no.



venerdì 4 dicembre 2009

Grazie a Cristiano Cavina e ad Alessandro Baricco per la splendida serata che ci hanno regalato giovedì 3 Dicembre


Per quanto mi riguarda la discussione politica sul Crocifisso finisce qui

Vedo che Cristiano Albonetti Capogruppo di Uniti per Casola intende proseguire il confronto sul Crocefisso: a me invece non sembra opportuno continuare perchè provo un profondo disagio e un forte imbarazzo a parlare di religione portandomi sulle spalle l’etichetta del partito. In questi casi tutto quello che si dice, finisce per assumere una connotazione falsata che tratta il Crocifisso come un marchio pubblicitario da appiccicare dove capita.
Albonetti tra l’altro sembra avere assimilato già la dialettica aggressiva della sinistra perchè si posiziona sui problemi in modo preclusivo rendendo il dialogo molto difficile.
Quindi la chiudo qui sintetizzando- spero per l’ultima volta- la nostra posizione sull’argomento:
1) Uniti per Casola, la coalizione di centro sinistra di cui Albonetti è il capo gruppo ha votato contro l’ordine del giorno di Pdl Lega Udc Indipendenti sul Crocifisso nelle scuole. In altre città, a Faenza per esempio, quello stesso ordine del giorno era stato approvato da tutte le forze politiche, PD compreso
2) Albonetti ha presentato un diverso ordine del giorno, visibilmente frutto di una mediazione tra la componente centrista e la componente di sinistra, nella quale sono stati introdotte alcune distinzioni che ci sono sembrate spostare a sinistra il posizionamento del Gruppo. Normale mediazione politica ma l’averlo noi detto ha creato un vistoso fastidio. (E’ singolare come alcuni PD casolani, ogni volta che si nomina la sinistra, cerchino di prendere subito le distanze).
3) Ci è parso un errore che la componente cattolica di Uniti per Casola abbia comunque votato contro il nostro ordine del giorno. Avrebbero potuto astenersi proprio in considerazione della natura del documento e noi abbiamo interpretato questo voto contrario come la prova provata del sopravvento della sinistra casolana nel gruppo consiliare, almeno in questa circostanza.
4) Nonostante nel nostro sito la notizia del modo con cui si sono susseguiti i documenti e i voti sia stata subito riportata fedelmente, Cristiano Albonetti in un attacco scomposto e sconclusionato ci accusa di avere fatto circolare la voce all’interno del paese che il Comune avrebbe ordinato di staccare i crocifissi dalle scuole. Una scemenza che abbiamo subito contestato e confutato
5) Oggi 4 Dicembre Albonetti reitera nuovamente con forte acredine e molta stizza un nuovo attacco parlando di un mio tentativo di farli apparire tutti come comunisti e altre farneticazioni del genere. Confermo quanto già detto: non ho parole.
In tutta la vicenda c’è stato solo il nostro sincero desiderio di tenere il più basso possibile il livello dello scontro trattandosi di una materia da utilizzarsi con la massima parsimonia nelle sedi politiche. Per quanto mi riguarda spero di esserci riuscito.

Fabio Piolanti

giovedì 3 dicembre 2009

Un Cristiano fuori dalle graziedidio non cambia la realtà dei fatti

Cristiano Albonetti, capo gruppo di Uniti per Casola mi rivolge una attacco esagerato e scomposto, che dimostra un forte disagio per la situazione in cui si è venuto a trovare sulla vicenda del voto sull’odg del crocifisso. Lo chioso solo con l’intento di precisare a lui (scorrettissimo interprete delle nostre posizioni) la realtà dei fatti. Per chi invece ogni tanto ci legge credo non ce ne sia bisogno.

"Mi sono giunte voci (più di una a dire il vero) che, con la seduta del Consiglio Comunale di sabato scorso, verrà tolto il crocifisso dalle scuole.Primo punto: è una notizia assolutamente falsa e strumentale (per aumentare il numero di contatti del sito del PdL casolano? Per raccogliere preferenze al PdL?)."
Ma cosa dici Cristiano? Nessuno di noi ha mai detto o scritto sciocchezze del genere. Anzi abbiamo continuamente raccomandato di non “usare” la religione per bagarre politiche di alcun genere. Citami un solo rimando nelle nostre affermazioni che provi quello che dici.

"Morale della favola: nessuno ha votato per togliere il crocifisso dalle scuole quindi è inutile che Piolanti stia a parlare del nulla. Mi rendo conto però come sia stata chiara e preveggente la frase nel nostro OdG: "(la maggioranza, cioè noi)...giudica deprecabile e inopportuno ogni uso strumentale dei simboli religiosi e del loro ruolo culturale (di qualunque natura esso sia) al solo scopo di indurre contrapposizioni e sfavorire un dialogo reciproco e rispettoso al fine di una piena integrazione culturale".
Questo si è puntualmente verificato, a quale scopo poi? Cos'è la tecnica del "al lupo al lupo"?
Se devo dire il vero, considerando che al consiglio comunale c'ero ed ho sentito con le mie orecchie tutto quello che è stato detto, mi sembra abbastanza stupido da parte della minoranza creare un polverone sul niente. Scusate, ma quando niente verrà tolto dalle scuole voi cosa direte, che siete stati voi, con questa polemica futile e falsa a cambiare la direzione?
Mi dispiace ma questo non ve lo concedo: il nostro OdG ha vinto e il crocifisso rimane dov'è, e questo era già a partire da sabato."
Non ho parole. A me sembra che si stia facendo del male da solo!

"Visto che molti di voi fanno i santarelli, vorrei ricordagli che per i cristiani tutti e per i cattolici in particolare, il crocifisso è un simbolo a carattere univoco dell’amore che Dio ha rivolto all’umanità intera. Nella visione cattolica, il crocifisso rappresenta il sacrificio stesso di Dio che, nella forma del suo unico figlio, viene ucciso per redimere l’uomo dal peccato originale e salvarlo. Questa è l’interpretazione fondamentale del crocifisso e della crocifissione di Cristo e l’espressione più elevata dell’undicesimo comandamento dato da Cristo stesso all’umanità “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri.” (Gv 13, 34).
Allora Piolanti e tutti gli altri, amate un pò di più i vostri fratelli non pensando sempre che ci sia qualcuno pronto a mettervelo nel ... e, ancora, non strumentalizzate qualsiasi cosa vi passa per le mani."
Tutti coloro che ne hanno voglia, leggano quello che abbiamo scritto sull’argomento. La nostra tesi era che non c’era alcuna necessità di presentare un ordine del giorno alternativo (vedi il consiglio comunale di Faenza), che la posizione di Uniti per Casola aveva oscurato il centro e privilegiato la sinistra, che in ogni caso i cattolici di Uniti per Casola hanno sbagliato a votare contro il nostro odg.  Nient’altro.

Fabio Piolanti

mercoledì 2 dicembre 2009

Una delibera che potrebbe cambiare Casola Valsenio


E’ scritta in un pessimo burocratese, ma la delibera che il Consiglio Comunale di Casola Valsenio ha approvato il 28 Novembre 2009 è una di quelle che potrebbero modificare in maniera sostanziale e definitiva il destino del nostro territorio.E’ un peccato che il Sindaco non abbia sentito la necessità di spiegarla bene e con parole comprensibili a tutti: proveremo a farlo noi per come ne saremo capaci.
La delibera ha questo titolo linguisticamente terrificante:
"Accordo Territoriale per gli ambiti specializzati per attività produttive di rilievo sovracomunale e per i poli funzionali dell’Ambito faentino (ai sensi dell’art. 15 della L.R. n.20 del 24 marzo 2000 “Disciplina generale sulla tutela e l’uso del territorio” e ss.mm.ii.)."
Chi volesse provare a leggerla per intero e in originale (a suo rischio) può trovarla qui con i relativi allegati tecnici.

In sostanza si tratta di un accordo tra Comuni e Provincia riguardante le aree dove si potranno insediare le aziende che svolgono produzioni di rilievo sovraccomunale: il tutto è regolato da una abbondante legislazione nazionale e soprattutto regionale. Sul piano tecnico si tratta di una complessa operazione urbanistica e di governo del territorio (in altri tempi si sarebbe usato il termine Pianificazione).
La Provincia di Ravenna ha avuto il compito di individuare, d’intesa con i Comuni, gli ambiti specializzati per le attività produttive di rilievo sovraccomunale e i poli funzionali, ossia gli ambiti specializzati che ospiteranno una o più funzioni strategiche o servizi ad alta specializzazione.
Il cuore della delibera risiede nel fatto che i Comuni del territorio hanno concordato che gli ambiti sovraccomunali consolidati siano collocati nei Comuni di Castelbolognese, di Faenza, di Solarolo mentre gli ambiti sovraccomunali strategici siano collocati presso l’intersezione dell’Autostrada A-14 con la direttrice Naviglio (la zona dell’Ipercoop Maioliche per intenderci).Infine si è convenuto che i Poli funzionali siano tutti ubicati nel territorio del Comune di Faenza. Questi poli sono: la Stazione Ferroviaria di Faenza, il Parco scientifico tecnologico di Faenza, il Palazzetto dello sport e padiglione fieristico di Faenza, l’Ospedale di Faenza, l’intersezione della A14 con la S. P. Naviglio presso Faenza.
A fronte di queste scelte che come tutti possono intuire segnano in profondità anche l’economia e le direttrici di sviluppo di Casola Valsenio che d’ora in poi potrà ospitare solo attività produttive di ambito comunale, viene istituito un Fondo di Compensazione con il quale si intende “ripagare” i Comuni che non potranno più accogliere sul proprio territorio le produzioni più consistenti e più significative dal punto di vista occupazionale.
Si tratta di una spartizione di denaro proveniente dagli oneri pagati dalle aziende per i nuovi insediamenti che sarà cumulato e diviso tra i vari comuni sottoscrittori dell’accordo sulla base di parametri e intese che dovranno essere definiti successivamente.

La decrittazione della delibera - dopo una semplificazione estrema - finisce qui perché chi desidera entrare nei tecnicismi dell’atto è opportuno che si armi di santa pazienza e cominci a utilizzare il linguaggio di urbanisti e giuristi. Ma quello che alla fine serve capire è che d’ora in poi non potranno più esserci insediamenti di grosse o medie aziende a Casola perché l’accordo territoriale prevede che queste trovino spazio solo a Faenza, Castelbolognese, Solarolo. In cambio Casola potrà usufruire di risorse economiche attraverso il Fondo di Compensazione territoriale.
Rimangono aperti ovviamente tutti gli interrogativi sulla portata dell’atto e sulle conseguenze che avrà sul nostro Comune. E’ certamente un provvedimento che potrebbe avere ripercussioni potenziali per almeno un ventennio e la cui portata, in positivo e in negativo, è di difficilissima interpretazione soprattutto per chi, come noi, non ha partecipato ai lavori tecnici di formazione dell’accordo.
Qualche primo interrogativo si pone:
1) Se il territorio è stato letto e pianificato in modo unitario individuando le zone di produzione attorno all’asse autostradale e queste zone dovranno servire tutti i comuni delle vallate, appare indispensabile che il sistema viario consenta collegamenti, veloci, agili, assistiti ed economici, tra la collina e la pianura. Se non fosse così potrebbe ancora di più aprirsi un flusso di trasferimento di popolazione giovanile desiderosa di avvicinarsi al posto di lavoro. Quindi nessuno pensi che ci possiamo accontentare di raddrizzare quattro curve sulla provinciale 306, perché è indispensabile che tutto il tracciato sia sistemato e ridisegnato.
2) Se i cosiddetti ambiti sovraccomunali produttivi finiranno per diventare anche poli attrattivi esclusivi del commercio, degli insediamenti abitativi, del divertimento, delle scuole, degli eventi sportivi e poco o nulla prenderà la via della collina, per noi rimarranno davvero poche chance per sopravvivere decentemente.
3) Se i nostri amministratori non capiranno che si apre una stagione decisiva di valorizzazione e promozione del territorio come serbatoio di verde e di accesso ad una qualità ambientale superiore, sfruttando queste prerogative per attrarre residenzialità anche favorendo le seconde case e gli insediamenti legati al ludico e al tempo libero, avremo perso l’ennesima occasione
4) Se non avremo la forza di far valere le nostre buone ragioni nel tavolo che dovrà decidere la spartizione del Fondo di Compensazione, potremmo fare la fine di quelli che si devono accontentare di un ben misero piatto di lenticchie.

Come si vede sono molti i problemi che stanno sul tavolo di Iseppi. Nonostante tutto però pensiamo che l’operazione di pianificazione territoriale sia una operazione sensata, che offre interessanti prospettive anche per Casola.
Dipenderà molto dal lavoro che i nostri amministratori sapranno svolgere nei prossimi anni.
Il nostro voto - favorevole da parte di Vittoria Benericetti e di astensione da parte di Paolo Giorgi e Fabio Piolanti (Alessandra Bertozzi era assente per malattia) – ha voluto dimostrare attenzione e disponibilità a seguire il percorso verso la nuova Casola che questo atto fondamentale implica.
Lo faremo sia per onorare l’impegno che ci hanno richiesto i nostri elettori sia per assolvere le funzioni di stimolo e di controllo che si richiede all’opposizione consiliare così come noi la intendiamo.

martedì 1 dicembre 2009

Se qualcuno ha ancora il dubbio sul modo con cui spesso la sinistra butta via i soldi dei cittadini, faccia un salto a Bagnacavallo

Si chiamerà “Servizio per il superamento delle discriminazioni verso le persone omosessuali e transessuali”. Avrà un costo per le casse comunali e prevede di impiegare del personale pubblico.
E’ l’ordine del giorno proposto da Sinistra e libertà e approvato a maggioranza dal Consiglio comunale di Bagnacavallo.
E’ singolare che l’argomento venga affrontato come se gay, lesbiche e trans dell’uno e dell’altro sesso avessero bisogno di un assistente sociale. Ma poi: c’era davvero bisogno di questo “servizio” a Bagnacavallo?
In Romagna, a considerare un problema omosessuali e trans, restano al massimo quattro vecchietti, innocui nostalgici del Pci. Quel Pci che nel 1949 buttò fuori Pasolini perché si infrattava sui pratoni di Casarsa in compagnia di ragazzotti di borgata. Il Pci lo espulse, latae sententiae, per “indegnità morale”. Ma la lavanderia delle identità è passata per tutti, e adesso la sinistra i gay li va cercando.
Il Consiglio Comunale di Bagnacavallo dice di volerli difendere dal momento che in “Italia sopravvivono ostacoli che incidono sulle condizioni di esercizio delle condizioni dei diritti delle persone omosessuali e transessuali”.
Quindi serve un servizio “per far superare le discriminazioni”.
Che tempismo: la sinistra di Bagnacavallo se n’è accorta proprio quando il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, lancia la più progressista campagna governativa mai sperimentata a favore di lesbiche, gay, bisessuali e transgender ed è pure fortemente determinata a presentare una legge contro l’omofobia.
Se ne accorge anche dopo che, il sindaco Gianni Alemanno, è giustamente sceso in piazza a Roma per manifestare contro al “dagli al diverso”.
Alla sinistra bagnacavallese questa cosa deve fare un’invidia boia, tanto che persino il presidente pd del Consiglio Comunale dicono si sia lasciato sfuggire un ammirato “per una volta avrei voluto essere di destra per gli spot anti discriminazione che manda in tv il governo”.
Ma insomma la Sinistra s’è desta. Dopo la Carfagna e pure dopo Alemanno, ma s’è desta.
E allora, per recuperare ti butta lì questo odg che non è la solita bambanata degli odg sui massimi sistemi scodellati ogni tanto dalla sinistra nei consigli comunali di provincia.
No, si impegna al punto che dettaglia un progetto che vincola la giunta a tirar fuori denari e ci mette degli impiegati al lavoro. Dunque, il servizio assolverà la propria funzione prima di tutto nel “realizzare indagini conoscitive sulle condizioni di vita delle persone omosessuali e transessuali finalizzate a individuarne le problematiche”. Testuale.
Insomma: gay lesbiche e trans, sono diventati materiale di studio, “da banca dati”. Specie protetta da riserva indiana. La sensazione è che mentre li si vuole “integrare”, anzi, per dirla con parole sinistre, “includere”, li si escluda: li si tuteli non in quanto persone, ma in quanto categoria.
Qualcosa non torna se per rispondere degnamente alle aggressioni e ai pestaggi contro i gay si costruiscono dei servizi pubblici. Quelle mascalzonate lì non vanno nè studiate nè condannate a chiacchiere. Vanno punite, punto e basta, codice penale alla mano.
In realtà il vero obiettivo dell’ordine del giorno targato arcobaleno, è di natura cosiddetta culturale. “Vanno valorizzate la funzione informativa e documentaria svolta sul territorio cittadino dalle biblioteche proponendo l’acquisizione di testi relativi alle tematiche omosessuale e transessuale”. E ancora: "vanno promossi dibattiti, presentazione di libri e di video, mostre, finalizzate a favorire il dialogo fra le differenze”. Ed occorre effettuare “azioni formative rivolte ad operatori comunali e ad operatori in campo educativo, assistenziale e sociosanitario”.
Tutto questo però costa: per cui la giunta del sindaco Laura Rossi dovrà “determinare degli impegni di spesa” e, se non trovasse del personale adeguato all’interno del proprio organico, prevedere “un eventuale ampliamento del Settore”.
Se qualcuno ha ancora il dubbio sul modo con cui spesso la sinistra butta via i soldi dei cittadini, faccia un salto a Bagnacavallo.