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venerdì 2 dicembre 2011

Eccola qui l’Unione bluff

UnioneBene, bravi, bis. Abbiamo l’Unione dei Comuni ma per come ci si è arrivati non c’è molto da scaldarsi né da compiacersi, Tutto è stato fatto in maniera unilaterale, senza coinvolgere minimamente le opposizioni.

Raffaella Ridolfi, capo gruppo Pdl a Faenza, trova “illuminanti” le dichiarazioni del sindaco di Riolo Terme Emma Ponzi, ovvero ‘con l’Unione concorreremo al bando per i contributi regionali’. “Perché questa è la storia, l’obiettivo, il finale del progetto Unione dei Comuni -. A sollevare il velo di ipocrisia ci ha pensato Ponzi. Una Unione che parte a due velocità - l’unica delle 22 esistenti in Emilia/Romagna - e anche con qualche incomprensione ad esempio sul destino delle due Asp: con il Sindaco di Castelbolognese che avrebbe più volte sostenuto che non si tocca l’assetto a oggi raggiunto delle due Asp, e invece i faentini che vedono nell’Unione un mezzo per riuscire a farne una sola; e il Sindaco di Brisighella che tenta la carta dell’ordine del giorno sulla necessità di addivenire a una Unione dove tutti i Comuni sono egualmente coinvolti visto il background dei tre Comuni della collina, salvo poi rimangiarselo, dimenticarselo, rinnegarlo nel giro di una notte”.

“Noi consiglieri dei gruppi del Pdl e dei gruppi espressione di liste civiche che si sono contrapposte al Pd - continua Raffaella Ridolfi - chiedevamo per questa Unione un impegno concreto e scadenzato proprio per non addivenire a una Unione fittizia, fatta solo per raggranellare qualche soldo della Regione Emilia-Romagna. Un’Unione vera, tesa, come è giusto che sia, alla contrazione delle spese delle Pubbliche amministrazioni garantendo comunque elevati standard qualitativi dei servizi. Non dimentichiamo mai che le Unioni dei Comuni non sono soggette ai vincoli del patto di stabilità”.

“Qualcuno con fare dispregiativo ci vuole chiamare cassandre, proprio coloro che si svegliano da un torpore che dura da almeno 17 anni, ad esempio sulla questione pediatria. Giudizi semplicistici rispetto a chi ha deciso di fare un’Unione dei Comuni senza confrontarsi con le minoranza, atteggiamento che denota scarsa sensibilità politico istituzionale assumendo come principio che quello che viene sfornato in casa Pd sia sempre il pane migliore. Con un po’ più di gestione politica e di confronto, avremmo potuto fare tutti insieme delle brioches. Ma perché perdere tempo e perdere l’opportunità di fare un sano bagno di recriminazione politico - amministrativo-mediatico? In fondo l’Amministrazione comunale di Faenza si sta sempre più connotando come l’amministrazione della recriminazione e del lamento”.

giovedì 20 ottobre 2011

Oggi abbiamo presentato alla segreteria del Comune la prima stesura degli emendamenti allo Statuto della nascente Unione dei Comuni della Romagna Faentina

emendamenti

Le nostre richieste:

1) No ad una Unione a due velocità dove coesistano per troppo tempo Comuni che hanno delegato molte funzioni ed altri pochissime, tra l’altro neppure esplicitate al momento dell’adesione. Chiediamo quindi che l’omologazione delle funzioni trasferite avvenga in forma paritetica per tutti i comuni entro e non oltre il 31 Dicembre 2013

2) No ad una ingiusta ripartizione dei seggi in Consiglio a favore della maggioranza.
Chiediamo quindi che anche nel Comune di Faenza, come in tutti gli altri Comuni, il rapporto tra maggioranza e opposizione sia mantenuto in 2 a 1 e non già in 3 a 1 come ipotizzato. Per questo i consiglieri espressi dal Comune di Faenza debbono essere 6 per la maggioranza e 3 per l’opposizione invece di 6 e 2.

3) No alla Presidenza del Consiglio dell’Unione (da non confondere con la Presidenza della Giunta) attribuita alla maggioranza. La Presidenza del Consiglio - assolvendo ad una funzione di garanzia e di controllo - deve essere riconosciuta alla minoranza consiliare come avviene quasi ovunque.

4) No all’obbligo di costituire Gruppi Consiliari solo in presenza di almeno due consiglieri, Si tratta di una palese violazione dei diritti delle minoranze che sarebbero costrette a forzate la natura e la coerenza dei gruppi politici.

5) No alla Presidenza della Giunta dell’Unione attribuita - in questa fase storica - a Sindaci che non abbiano condiviso ancora il progetto delle gestioni associative e abbiano dimostrato, come nel caso di Faenza,  di credere assai poco all’unità d’azione e alle sinergie tra Comuni.
Chiediamo quindi che la presidenza venga attribuita ad uno dei Sindaci che abbiano conferito il maggior numero di funzioni all’Unione vale a dire ad uno dei Sindaci della collina.

6) No alla golden share inspiegabilmente attribuita al voto del Sindaco di Faenza nella Giunta dell’Unione. La prerogativa del voto “doppio” deve valere solo ed esclusivamente a favore del Presidente dell’Unione.

Ciascuno di questi punti viene considerato essenziale dalle forze politiche di opposizioni del comprensorio faentino e pertanto il loro orientamento di voto sarà strettamente correlato alla volontà e alla capacità di dialogo di un centro sinistra che fino ad ora ha brillato solo per l’assenza nei rapporti e per l’estrema approssimazione,

lunedì 17 ottobre 2011

Nasce, tra molti dubbi, l’Unione della Romagna Faentina. E’ all’o.d.g. del Consiglio Comunale di Sabato 22 Ottobre

odg 22-10

In discussione:

Punto 4: Variazioni al Bilancio 2011
DeliberaProspetto riepilogativo

Punto 5: Variante al Piano particolareggiato “Gli Ulivi”
Delibera

Punto 6: Approvazione Atto costitutivo e Statuto dell’Unione della Romagna Faentina
DeliberaAtto CostitutivoStatuto
Casola da Monte dei Pini