mercoledì 7 aprile 2010

Il coordinamento provinciale del Pdl di Ravenna chiede alle forze politiche alternative alla sinistra di lavorare per un decisivo cambiamento in vista delle elezioni del 2011

In provincia di Ravenna, elezione dopo elezione, il PD continua a perdere consensi, nonostante detenga tutte le leve del potere e gestisca, direttamente o indirettamente, l'economia e la società. Segno che un articolato, collaudato e longevo sistema di potere sta vivendo la sua crisi irreversibile, non riuscendo più a far presa sugli strati tradizionali della popolazione e a dare risposte ai bisogni delle famiglie e delle imprese.

Si sta anche sviluppando il quadro dell'opposizione al sistema creato dalle sinistre, che vede il Popolo della Libertà, per consistenza e presenza territoriale, confermarsi come la forza trainante dell'opposizione e dell'alternativa di governo, la Lega in buona crescita, con la sua capacità di raccogliere fasce di elettori delusi e disillusi dal partito di Bersani e l'UDC che si conferma una presenza abbastanza significativa, anche se non può certo dirsi premiato il suo disegno di rappresentare un terzo "forno" fra i due schieramenti.

E' alla luce di queste considerazioni che pensiamo sia utile che queste forze, lasciate da parte eventuali gelosie o spinte ad una caratterizzazione eccessiva, si incontrino da subito per ragionare sulle prossime amministrative del 2011 che vedono in ballo la Provincia di Ravenna ed il Comune capoluogo. Si tratta di avviare un confronto per arrivare ad una coalizione larga ed inclusiva, che si ritrovi in un programma condiviso ed estremamente concreto, per poi mettere in campo donne ed uomini capaci di conquistarsi il consenso presso la più ampia porzione di cittadini, in questo momento in cui tanti si guardano attorno e sono disposti a dare credito ad alternative credibili. Per questo ci sentiamo di proporre da subito un tavolo delle forze del cambiamento, che cominci a lavorare per individuare il terreno comune su cui costruire la proposta di governo di Comune e Provincia per il 2011.

  Gianluca Palazzetti                 Gianguido Bazzoni
Vicecoordinatore PdL             Coordinatore PdL

L'Unione dei Comuni piange sempre miseria ma spende 12mila euro per un ufficio stampa che serve solo ad amplificare messaggi di propaganda politica

venerdì 2 aprile 2010

E' Pasqua























Auguri
(Questa stanza rimane inattiva fino al 7 Aprile)

giovedì 1 aprile 2010

E' anche una questione di linguaggio

Ora, a citare Ecce Bombo di Nanni Moretti, con le sue celebri discussioni sul niente e ogni parola spaccata in quattro, pare che si voglia prenderli per il sedere: ma non è così.
Di un’opposizione che non viva in un altro sistema solare, tutto sommato, questo Paese avrebbe anche bisogno. Poi leggi la lettera dei 49 senatori, però, e capisci quanti anni luce li separano dalla spietata semplificazione verso cui il nostro sistema politico ha virato inesorabilmente da anni.
Cioè: a gente che analizza una sconfitta alle regionali e scrive che
"...s’impongono una maggiore generosità nell’impegno, una più partecipata attività politica ed una nuova consapevolezza riguardo l’effettiva portata dell’emergenza democratica in cui viviamo", ecco, a questi che cosa vuoi dire?
Ti viene da dir loro che no, non hanno capito, non serve la generosità dell’impegno, la partecipata attività politica, tantomeno la rinnovata consapevolezza sulla portata dell’emergenza democratica: gli servono voti, gli servono facce, gli serve che vincano e non che sia solo Berlusconi a perdere, soprattutto gli serve ciò che non hanno da una vita: un leader.
Detto con simpatia: Bersani non lo è.
Detto con un po’ meno simpatia: Franceschini lo era ancora meno.
Detto con commiserazione: Veltroni forse lo era ma è stato spazzato via secondo i medesimi, stantii e maceranti meccanismi postcomunisti che del "Partito" hanno conservato ormai solo la pesantezza, l’opacità democratica a dispetto delle retoriche e sante "primarie" che servono solo a perdere con più partecipazione.

mercoledì 31 marzo 2010

706 casolani - il 30,76% del corpo elettorale - decidono di non andare a votare. Il segnale politico è forte e chiaro

140310-week-11-2010-30-large L’analisi del dato elettorale di Casola Valsenio merita qualche ulteriore attenzione perché abbiamo registrato il record provinciale del maggiore numero di cittadini che si sono astenuti dal voto e perché questo evento ha condizionato in maniera molto significativa l’interpretazione dei risultati.
Non può lasciare indifferenti il fatto che il 30,76% dei casolani non abbia votato vale a dire che dei 2295 elettori iscritti, se ne siano presentati ai seggi solo 1589 pari al 69,24%
Se raffrontiamo questo valore con quello delle europee di nove mesi fa dove votarono 1926 elettori (83,52%), vediamo che la defezione è stata in termini assoluti di 337 cittadini determinando una strabiliante defezione del 14,28%. Un casolano su tre non ha votato.
Non siamo abituati a queste cifre perché in Emilia Romagna e nella provincia di Ravenna non si era mai reso visibile un fenomeno di astensione cosi vistoso anche perché, qui da noi, intere generazioni sono cresciute a pane e politica e l’impegno civico si è sempre tradotto in una partecipazione regolare alle chiamate elettorali.
Possiamo allora tentare una prima considerazione: anche a Casola, come in tutta l’Emilia Romagna, la crescente astensione dal voto sembra assumere le connotazioni di segnale politico legato alla disaffezione e all’insofferenza. E’ la prima volta che avviene.
Comunque lo si valuti, questo è un segnale involutivo che va contrastato e che richiama l’obbligo di restituire alla politica la dignità la serietà, la pacatezza, la misura che la gestione dell’interesse collettivo richiede, allontanandolo dalle tifoserie isteriche e da infantili manicheismi.
Se non saremo capaci di proporre ai nostri concittadini una offerta politica depurata da quanto di peggio lo scenario nazionale ci ha offerto negli ultimi mesi, l’abbandono delle urne potrebbe diventare una costante e alla fine rendere tutti noi più fragili e più indifesi per una oggettiva mancanza di rappresentatività e di consenso.
Una ulteriore considerazione si può e si deve fare sui risultati che sono usciti dal voto e che, senza alcun dubbio, sono stati fortemente condizionati dall’astensione che ha toccato in maniera vistosa il Pdl ma che non ha risparmiato neppure il centro sinistra nel suo insieme.
Prendendo a riferimento i voti delle europee 2009, il quadro che ne risulta è il seguente:
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Operati i necessari aggiustamenti e dato atto che la Lega Nord, all’interno della coalizione di centro destra non ha subito alcun effetto dal fenomeno dell’astensione, e che almeno l’80% dei 66 voti grillini provengano dall’area del centro sinistra, sembra credibile ritenere che il differenziale dei 270 elettori mancanti possa ripartirsi per circa 170 voti sul Pdl, per circa 90 voti sul Centro sinistra e per pochissime unità sull’Udc.
Da ciò se ne ricava che la perdita elettorale del Pdl sembrerebbe quasi interamente ascrivibile all’astensione e in piccolissima misura a una perdita di consensi a favore della Lega.

La rivolta dei 49 senatori PD contro Bersani

bersani Bersani ha i giorni contati? I suoi, dopo il risultato elettorale assai deludente, non sono disposti a concedergli altri passi falsi. Per adesso si limitano ai consigli e alle buone intenzioni, ma l'aria è pesante almeno quanto dopo le politiche che hanno segnato la sconfitta di Veltroni e il suo ruolo dal segretario del Pd.

Oggi un gruppo di 49 Senatori del Pd ha inviato al segretario Pierluigi Bersani una lunga lettera in cui si chiede uno scatto di reni, immediato e decisivo. Altrimenti, good-bye Bersani.  Si legge nel teso "il passaggio elettorale di questi giorni ci consegna molteplici spunti di riflessione. A nostro avviso ci troviamo di fronte ad un momento della vita del nostro Paese rispetto al quale s'impongono, da parte di tutti noi, una maggiore generosità nell'impegno, una più partecipata attività politica ed una nuova consapevolezza riguardo l'effettiva portata dell'emergenza democratica in cui viviamo".

I senatori del Pd invitano Bersani a cambiare passo: " bisogna muoversi subito. Bisogna accedere ad una nuova dimensione del nostro impegno politico che anche noi parlamentari spesso non esprimiamo con la necessaria efficacia. Serve un supplemento d'anima. Ti poniamo l'esigenza di incontrarci subito per riflettere insieme. Per trovare, dopo una leale discussione, la giusta strada da percorrere per servire degnamente il nostro Paese. Non intendiamo farci consumare addosso i prossimi tre anni della legislatura, immersi in un attendismo fideistico che assegna al destino il compito di liberare l'Italia dal sultanato che la devasta ". La lettera è stata sottoscritta da senatori Democratici espressione delle diverse aree del partito: Gian Piero Scanu, Daniele Bosone, Gianrico Carofiglio, Marco Filippi, Giuseppe Lumia, Paolo Rossi, Alberto Tedesco, Claudio Molinari, Manuela Granaiola, Francesco Ferrante, Marilena Adamo, Vittoria Franco, Vincenzo Vita, Paolo Giaretta, Achille Serra, Roberto Di Giovanpaolo, Vincenzo De Luca, Franca Biondelli, Mauro Del Vecchio, Adriano Musi, Silvio Sircana, Felice Casson, Massimo Livi Bacci, Mariapia Garavaglia, Alfonso Andria, Giovanni Procacci, Franca Donaggio, Emanuela Baio, Luigi Lusi, Roberta Pinotti, Luigi De Sena, Leana Pignedoli, Flavio Pertoldi, Teresa Armato, Antonio Rusconi, Marina Magistrelli, Andrea Marcucci, Daniela Mazzuconi, Maria Teresa Bertuzzi, Anna Serafini, Mauro Marino, Ignazio Marino, Maria Fortuna Incostante, PaIn uolo Nerozzi, Anna Maria Carloni, Maria Leddi, Anna Rita Fioroni, Alberto Maritati, Tiziano Treu.

Non sono per niente tenere le testate giornalistiche di area con il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. Europa , il giornale della "vecchia" Margherita di Francesco Rutelli, è quasi spietato: "Negare i fatti o cercare scuse serve a poco: il Pd può diventare irrilevante". Nel mirino c'è la posizione di Bersani che "appare, ed è, solamente difensiva della sua  gestione di sei mesi". Europa tocca un tasto delicato, le alleanze: "Bersani si muove su questa linea, peccato che la realtà gli si disfi  sotto gli occhi" perché "Udc e Di Pietro non sono coalizzabili, e lo saranno sempre meno".

Amara anche l’analisi di Antonio Polito sul Riformista: "A furia di pareggi il Pd non vincerà mai lo scudetto". Il direttore scrive della "debolezza strutturale del Pd. Manca di una proposta convincente e dirompente su ciò che davvero interessa l'elettorato". Non è da meno Concita De Gregorio su L'Unità , che scrive di un voto fatto di "delusione e rabbia verso un centrosinistra che ha   disatteso le aspettative" e parla di "cambiare la classe dirigente, puntare sul rinnovamento, su logiche nuove e non solo su somme   aritmetiche di alleanze possibili, un progetto chiaro, semplice e alternativo che fosse anche, come dice Vendola, un nuovo racconto".

martedì 30 marzo 2010

Gianguido Bazzoni eletto consigliere regionale nelle liste del Pdl di Ravenna

Giovanni Malpezzi eletto Sindaco di Faenza: auguri per il lavoro importante che lo attende nell’interesse della città e dei comuni del comprensorio

Comunali Faenza 2010
43 anni, è nato e risiede a Faenza, nella frazione di Errano.
Ragioniere e laureato in giurisprudenza, da 23 anni lavora presso la BCC Ravennate ed Imolese, della quale è uno dei quadri direttivi, con incarico di Capo Area Affari Generali; è responsabile della gestione del personale e cura gli affari legali e societari della Banca.
Nel 1985, a soli 18 anni, dopo un’intensa esperienza studentesca, viene eletto Consigliere comunale a Faenza come indipendente nelle file della Democrazia Cristiana; la sua elezione destò sorpresa in città: giunto 2° alle elezioni primarie interne al partito, ottenne il seggio con il numero più alto di preferenze, superando anche alcuni navigati assessori.
Nel 1990 viene nominato Presidente del Collegio Sindacale della cooperativa sociale L’ALVEARE – Faenza, per poi diventarne Amministratore dal 2002 ad oggi.
Fra il 1995 ed il 2000 è stato, prima Consigliere, poi Sindaco effettivo della SOCIETÀ COOPERATIVA DI CULTURA POPOLARE – Faenza. Nel 2005 viene nominato Segretario Generale della FONDAZIONE GIOVANNI DALLE FABBRICHE, per poi esserne nominato Vice Presidente nel 2008.

L’Italia si conferma di centro destra: una sonora lezione a chi dava il Pdl per morto e a chi voleva “fargli la festa”

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Aspettando Faenza


La notte dei sogni (da Faenzanet)
E a Faenza si va a nanna con il risultato delle Regionali, ma col pensiero agli scrutini 'comunali' di domani. Dai dati delle Regionali parrebbe scontata l'elezione di Malpezzi ma se prendete il pallottoliere noterete come i voti presi dalle liste che sulla carta lo sostengono arrivano esattamente al 49,91%. Quindi il ballottaggio appare un'eventualità non remota, soprattutto per il valore dello sfidante di centrodestra. Dall'altra parte Minardi spera ma ha un ulteriore problema: le liste che lo sostengono non arrivano al 40% ed in base alla legge elettorale se non si apparenta con altre liste e giunge a questa fatidica percentuale, anche vincesse l'eventuale ballottaggio governerebbe senza la maggioranza in consiglio.
Ma i risultati delle regionali portano sogni ed incubi notturni.

PD Il partito democratico ha superato l'esame: non è più votato da 1 faentino su 2, ma si consola con un buon aumento rispetto all'anno scorso. Domani vedremo se il "PD faentino" ha avuto la stessa tenuta del "PD di Vasco Errani"
IdV I dati sono preoccupanti: passare in 12 mesi dall'8,7 al 5,9 vuol dire aver perso esattamente un terzo del proprio bacino elettorale. La prospettiva è di avere appena un paio di consiglieri con un peso quindi molto limitato nella coalizione
Sinistra per Faenza Il risultato di riferimento è a dir poco disastroso. Per la lista capitanata dal sen. Martino Albonetti c'è però la speranza di aver ben trasmesso al proprio elettorato il fatto di essere in città le persone che continuavano la tradizione di Rifondazione Comunista. Nella migliore delle ipotesi comunque dovrebbe arrivare 1 seggio.
PDL A livello manfredo nelle comunali ha sempre scontato un deciso scarto rispetto a quanto otteneva nello stessa elezione alle regionali ed in questo è un'incognita assoluta. Aveva 5 seggi, potrebbe guadagnarne 1 o 2
Lega Nord La vera trionfatrice delle Regionali: triplica i voti delle scorse regionali, aumenta di 4 punti in un anno, la Lega anche in Consiglio Comunale dovrebbe aumentare i seggi perchè questa volta non corre da sola, cosa che penalizza nella distribuzione dei seggi.
UDC-LTF Notte insonne. Con 1077 voti (il 3,7%) si elegge certamente un consigliere comunale (Bucci), ma se le liste in più delle comunali hanno eroso appena 100 voti si può restare fuori dal consiglio comunale per il meccanismo della cifra elettorale congiunto al premio di maggioranza.
Fatti Sentire Notte di sogni rosei. Se i fan di Beppe Grillo hanno dato il loro voto alla lista col bollino del comico genovese anche alle comunali non solo è certo un consigliere, ma con simili percentuali si arriva ad un incredibile doppia presenza.
Faenza è Futuro, Partito Repubblicano, Faenza che Vuoi Impossibile ogni seria previsione. Difficile comunque che queste 3 liste riescano ad approdare ad un consigliere.
Insieme per Faenza, Forza Nuova Anche su queste liste difficile fare previsioni certe. Si può però ora rivelare che nel centrosinistra nei giorni scorsi circolavano i risultati di un sondaggio telefonico (fatto 7 giorni addietro da un istituto di statistica) secondo il quale "Insieme per Faenza" era accreditata di un eccezionale risultato, Forza Nuova 1 seggio e la sinistra tutta fuori dal Consiglio. Vedremo se il sondaggio era o meno fondato

lunedì 29 marzo 2010

Regionali 2010: il risultato della Provincia di Ravenna

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I risultati del Comune di Casola Valsenio alle Regionali 2010

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In attesa di verificare il contesto provinciale e regionale all’interno del quale si colloca il risultato non buono conseguito dal Pdl di Casola possiamo evidenziare i seguenti elementi.

Rispetto alle elezioni europee del 2009 il Pdl casolano perde il 4,07% dei voti e il PD guadagna il 5,28%.

Da un primo esame la flessione del Pdl deriva in gran parte dalla minore affluenza riscontrata nella consultazione e da una possibile confluenza di nostri voti sul candidato dell’Udc mentre l’aumento di voti del PD deriva da una esclusiva capacità di attrazione all’interno della propria coalizione.

In un sistema elettorale come quello per le regionali, i dati vanno letti infatti per coalizioni e per candidature. Così facendo si può allora osservare che:

1) I partiti del centro destra, Pdl e Lega, tra le europee e le regionali mantengono inalterata la propria forza con una flessione insignificante dello 0,36% mentre il centro sinistra perde rispetto alle europee il 4,07%

2) I partiti del centro destra rispetto alle regionali del 2005 guadagnano nel 2010 il 7,2% mentre il centro sinistra perde il 7,8%

3) Il candidato del Centro destra rispetto al 2005, dove si era presentato con l’Udc, nel 2010, perde un insignificante 0,25% - pur senza l’alleanza con l’Udc - mentre il candidato del centro sinistra perde l’8,6%.

Da tutto ciò deriva che la battuta di arresto segnata dal Pdl, in una lettura contestuale alla coalizione, appare tutta riassorbita mentre lo stesso non sembra potersi dire per il PD.

In ogni caso sono in corso gli opportuni approfondimenti anche per meglio precisare le linee politiche da valutarsi all’indomani di questo importante voto che segna ancora una volta un indebolimento del centro sinistra anche nel nostro comune oltre che nella regione Emilia Romagna.

Una bassa affluenza caratterizza anche a Casola Valsenio il voto delle Regionali 2010. Un elettore su tre non ha votato.

Affluenza al voto alle 22 di Domenica 28 Marzo 2010

venerdì 26 marzo 2010

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Decreto incentivi: ecco gli aiuti

Scatteranno subito dopo le feste di Pasqua, precisamente dal 6 aprile, gli sconti su elettrodomestici, motorini, cucine, eco-case, decisi con il decreto legge incentivi.
I cittadini e le imprese avranno a disposizione un call center, che sara' gestito dalle Poste, per ottenere tutte le informazioni pratiche necessarie. I consumatori, per ottenere lo sconto, dovranno rivolgersi direttamente al rivenditore chiedendo di poter utilizzare l'incentivo. Il rivenditore verifichera' prima la capienza dell'incentivo, in quanto c'e' un tetto dei fondi a disposizione per ciascuna delle misure decise dal consiglio dei ministri, che diverra' uno sconto sul prezzo d'acquisto. Il rivenditore recuperera' poi l'incentivo presso gli sportelli delle Poste. Per l'acquisto di immobili e' prevista la certificazione di efficienza energetica da parte dell'Enea.
Ecco, voce per voce, tutti gli sconti.

Motocicli. Lo sconto e' del 10% del prezzo, fino ad un contributo massimo di 750 euro, di acquisto per motori fino a 70 kw e senza limiti di cilindrata. Il bonus raddoppia (20% di sconto fino ad un massimo di 1.500 euro) se si acquista una due-ruote elettrica.
Cucine. Lo sconto del 10% del prezzo, fino ad un massimo di 1.000 euro, e' previsto per le cucine componibili complete di elettrodomestici efficienti.
Elettrodomestici. Vale per lavastoviglie, cucine da libera installazione, cappe, forni elettrici, scaldacqua a pompe di calore, stufe. Lo sconto sara' del 20% del prezzo di acquisto e il contributo massimo vara da 80 a 500 euro a seconda del prodotto.
Eco-case. Lo sconto e' per l'acquisto di nuovi immobili ad alta efficienza energetica (classe A e B). Il contributo e' per un importo pari a 116 euro al metro quadrato, con un massimo di 7.000 euro, per la classe A e 83 euro al mq, con massimo di 5.000 euro per la classe B.
Internet giovani. Ci sara' un contributo per i giovani che acquistano nuovi pacchetti Adsl.                            
Rimorchio e semirimorchi. Il contributo e' di 3.000 euro per rimorchio con Abs e di 4.000 euro con Abs+Esp.
Macchine agricole. Lo sconto previsto e' del 10% ed e' legato ad un pari sconto da parte del concessionario.
Gru. Per l'acquisto di gru a torre per l'edilizia e' prevista una riduzione del 20% del prezzo con un contributo massimo di 30.000 euro.
Inverter. Il contributo e' pari al 20% del prezzo di acquisto e va dai 40 ai 200 euro a seconda del prodotto e vale anche per mortori ad alta efficienza, batterie per il rifasamento, Ups.
Nautica. Se si vuole acquistare motori fuoribordo o stampi per scafi si potra' avere uno sconto del 20% del prezzo di acquisto, con un contributo massimo di 1.000 euro per i motori fuoribordo.
Da tessile a emittenti tv, gli altri settori. Previsto un sostegno fiscale per la realizzazione di campionari tessili; per questo vengono stanziati 70 milioni. Con 50 milioni verranno infine poi assegnati dei contributi al settore aeronautico, all'emittenza televisiva locale, all'Agenzia per la sicurezza nucleare e per la realizzazione di un prototipo innovativo di nave multiuso per le emergenze.
Risorse da lotta evasione. Per recuperare parte delle risorse da dedicare agli incentivi, l'Agenzia delle Entrate collaborera' con le amministrazioni pubbliche per il recupero di crediti d'imposta concessi ma illegittimamente fruiti. E' quanto prevede la parte fiscale del decreto incentivi. Sono previste anche misure per la riduzione del contenzioso tributario e l'accelerazione nella riscossione di imposte. C'e' poi una parte che riguarda il contrasto alle frodi fiscali internazionali e nazionali effettuate con i cosiddetti 'caroselli' e 'cartiere' (forme di evasione fiscale realizzate attraverso fatture false). A questo scopo, i soggetti passivi di Iva devono comunicare all'Agenzia delle Entrate tutte le operazioni di cessione di beni e servizi verso operatori economici residenti in Paesi appartenenti alla cosiddetta 'black list' (paradisi fiscali). Al fine di contrastare frodi fiscali internazionali, le Camere di commercio comunicheranno ogni dato in loro possesso relativo a trasferimento all'estero della sede da parte di aziende.

giovedì 25 marzo 2010

Diceva qualche giorno fa il Sindaco di Forlì: “Le partecipate ipotecano il Bilancio del Comune…”

Aeroporto_di_Forlì “Le società partecipate con i loro deficit rischiano di ipotecare per anni i bilanci del Comune”. Diceva così, qualche giorno fa il sindaco di Forlì Roberto Balzani prendendo atto del fatto che i soldi dei Comuni ormai scarseggiano e che solo per ripianare i debiti della società di gestione dell’aeroporto di Forlì, il Municipio dovrà impegnare una somma equivalente a quello che spende in un anno per tutte le attività sportive della città.

Ma chi dovrebbe controllare il buon andamento delle partecipate, spesso e volentieri in rosso cronico?

Molti forse non sanno che insieme ai tanti consiglieri d’amministrazione che affollano i Cda delle partecipate, nelle società degli enti locali c’è anche una pletora di revisori dei conti scelti per le loro competenze, certo, ma anche per la loro vicinanza al centro sinistra e al Pd.

Nei Comuni di grosse dimensioni e in Provincia su tre revisori uno è indicato dalla minoranza. Lo dice la legge, ma nelle società partecipate una regola simile non c’è. La nomina spetta alle assemblee dei soci che sono composte nella stragrande maggioranza dei casi da esponenti del centro sinistra.

Il controllo delle partecipate oggi è dunque affidato per intero alla forza politica di governo della città, sulla quale ricadono tutte le responsabilità di adesione e di controllo. Vale per Forlì ma anche per Casola che sta facendo scelte molto significative in questa direzione con Senio Energia.

Quanto spende lo stato italiano per supportare l'editoria a stampa?. L'ultimo dato ufficiale disponibile si riferisce al 2007

La tromba dell'Apocalisse, ci vorrebbe

La pulizia legislativa è la prima condizione della qualità legislativa.
Per questo il gesto di ieri, enfatico ma necessario, del ministro Calderoli di tagliare, tagliare, e se non basta tagliare, bruciare, è una operazione di bonifica amministrativa preziosa che rende merito all’impegno del suo ministero che ha eliminato 375.000 leggi inutili
Scene del genere naturalmente non le abbiamo viste in passato. L’ormai antico predecessore di Calderoli alla delegificazione era il pidino Franco Bassanini, un ministro dal profilo talmente basso che la sua riforma si inabissò in quegli stessi ministeri che avrebbe dovuto drasticamente potare.

E adesso? Per il futuro si dovrà agire sulle cause e produrre meno leggi, regolamenti, commi, paragrafi, codicilli invitando energicamente i numerosi produttori a ricorrere ad una sobrietà e ad una essenzialità che fino ad ora è del tutto mancata.
Ma se proprio dobbiamo dircela con franchezza, il ministro Calderoli dovrebbe mettere mano con la stessa energia alla semplificazione del quadro amministrativo cominciando ad esempio dalla rilettura delle provincie perchè qui di materia ce ne è a pacchi come la doverosa abolizione per manifesta assurdità della provincia BAT (Barletta Andria Trani: la prima provincia italiana a tre teste, una specie di idra, un mostro mangiasoldi e sputadecreti). E sarebbe anche fantastico che il ministro bergamasco riuscisse a dare un’accettata pure a quelle provincette sarde di cui il contribuente italiano ignora l’esistenza ma che ciononostante finanzia, ad esempio il Medio Campidano i cui capoluoghi sono Villacidro (14.000 abitanti) e Sanluri (8.000).

Anche se il sogno proibito di molti italiani sarebbe un bel quadro normativo fatto di comuni di almeno ventimila abitanti, di Unioni di Comuni, e di Regioni omogenee e coerenti dal punto di vista territoriale.
Ma non basterebbe il piccolo lanciafiamme che aveva in mano l’altro giorno, ci vorrebbeben altro, uno strumento di cui parla San Giovanni: “Appena il primo angelo suonò, grandine e fuoco mescolati a sangue scrosciarono sulla terra”.
Ecco, per sconfiggere la piovra del parassitismo burocratico, degli enti inutili, delle consorterie, della proliferazione scartoffiesca, Calderoli dovrebbe procurarsi una tromba dell’Apocalisse. Ma forse sarebbe troppo anche per lui.

mercoledì 24 marzo 2010

Il segretario della Lega Nord di Faenza, Mauro Monti, preso a calci e pugni all’interno della sede del suo partito

Monti A cinque giorni dalle elezioni il segretario della Lega Nord Mauro Monti è stato aggredito all'interno della sede del suo partito a Faenza in viale IV Novembre, vicino al Bar Maximilian.

A compiere il gesto un individuo di grossa stazza ora sotto fermo di Polizia.

L’onorevole Pini, dopo avere conferito con il Questore di Ravenna, conferma la matrice politica dell’aggressione.