Vicecoordinatore PdL Coordinatore PdL
mercoledì 7 aprile 2010
Il coordinamento provinciale del Pdl di Ravenna chiede alle forze politiche alternative alla sinistra di lavorare per un decisivo cambiamento in vista delle elezioni del 2011
Vicecoordinatore PdL Coordinatore PdL
venerdì 2 aprile 2010
giovedì 1 aprile 2010
E' anche una questione di linguaggio
Ti viene da dir loro che no, non hanno capito, non serve la generosità dell’impegno, la partecipata attività politica, tantomeno la rinnovata consapevolezza sulla portata dell’emergenza democratica: gli servono voti, gli servono facce, gli serve che vincano e non che sia solo Berlusconi a perdere, soprattutto gli serve ciò che non hanno da una vita: un leader.
mercoledì 31 marzo 2010
706 casolani - il 30,76% del corpo elettorale - decidono di non andare a votare. Il segnale politico è forte e chiaro
La rivolta dei 49 senatori PD contro Bersani
Bersani ha i giorni contati? I suoi, dopo il risultato elettorale assai deludente, non sono disposti a concedergli altri passi falsi. Per adesso si limitano ai consigli e alle buone intenzioni, ma l'aria è pesante almeno quanto dopo le politiche che hanno segnato la sconfitta di Veltroni e il suo ruolo dal segretario del Pd.
Oggi un gruppo di 49 Senatori del Pd ha inviato al segretario Pierluigi Bersani una lunga lettera in cui si chiede uno scatto di reni, immediato e decisivo. Altrimenti, good-bye Bersani. Si legge nel teso "il passaggio elettorale di questi giorni ci consegna molteplici spunti di riflessione. A nostro avviso ci troviamo di fronte ad un momento della vita del nostro Paese rispetto al quale s'impongono, da parte di tutti noi, una maggiore generosità nell'impegno, una più partecipata attività politica ed una nuova consapevolezza riguardo l'effettiva portata dell'emergenza democratica in cui viviamo".
I senatori del Pd invitano Bersani a cambiare passo: " bisogna muoversi subito. Bisogna accedere ad una nuova dimensione del nostro impegno politico che anche noi parlamentari spesso non esprimiamo con la necessaria efficacia. Serve un supplemento d'anima. Ti poniamo l'esigenza di incontrarci subito per riflettere insieme. Per trovare, dopo una leale discussione, la giusta strada da percorrere per servire degnamente il nostro Paese. Non intendiamo farci consumare addosso i prossimi tre anni della legislatura, immersi in un attendismo fideistico che assegna al destino il compito di liberare l'Italia dal sultanato che la devasta ". La lettera è stata sottoscritta da senatori Democratici espressione delle diverse aree del partito: Gian Piero Scanu, Daniele Bosone, Gianrico Carofiglio, Marco Filippi, Giuseppe Lumia, Paolo Rossi, Alberto Tedesco, Claudio Molinari, Manuela Granaiola, Francesco Ferrante, Marilena Adamo, Vittoria Franco, Vincenzo Vita, Paolo Giaretta, Achille Serra, Roberto Di Giovanpaolo, Vincenzo De Luca, Franca Biondelli, Mauro Del Vecchio, Adriano Musi, Silvio Sircana, Felice Casson, Massimo Livi Bacci, Mariapia Garavaglia, Alfonso Andria, Giovanni Procacci, Franca Donaggio, Emanuela Baio, Luigi Lusi, Roberta Pinotti, Luigi De Sena, Leana Pignedoli, Flavio Pertoldi, Teresa Armato, Antonio Rusconi, Marina Magistrelli, Andrea Marcucci, Daniela Mazzuconi, Maria Teresa Bertuzzi, Anna Serafini, Mauro Marino, Ignazio Marino, Maria Fortuna Incostante, PaIn uolo Nerozzi, Anna Maria Carloni, Maria Leddi, Anna Rita Fioroni, Alberto Maritati, Tiziano Treu.
Non sono per niente tenere le testate giornalistiche di area con il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. Europa , il giornale della "vecchia" Margherita di Francesco Rutelli, è quasi spietato: "Negare i fatti o cercare scuse serve a poco: il Pd può diventare irrilevante". Nel mirino c'è la posizione di Bersani che "appare, ed è, solamente difensiva della sua gestione di sei mesi". Europa tocca un tasto delicato, le alleanze: "Bersani si muove su questa linea, peccato che la realtà gli si disfi sotto gli occhi" perché "Udc e Di Pietro non sono coalizzabili, e lo saranno sempre meno".
Amara anche l’analisi di Antonio Polito sul Riformista: "A furia di pareggi il Pd non vincerà mai lo scudetto". Il direttore scrive della "debolezza strutturale del Pd. Manca di una proposta convincente e dirompente su ciò che davvero interessa l'elettorato". Non è da meno Concita De Gregorio su L'Unità , che scrive di un voto fatto di "delusione e rabbia verso un centrosinistra che ha disatteso le aspettative" e parla di "cambiare la classe dirigente, puntare sul rinnovamento, su logiche nuove e non solo su somme aritmetiche di alleanze possibili, un progetto chiaro, semplice e alternativo che fosse anche, come dice Vendola, un nuovo racconto".
martedì 30 marzo 2010
Giovanni Malpezzi eletto Sindaco di Faenza: auguri per il lavoro importante che lo attende nell’interesse della città e dei comuni del comprensorio
Aspettando Faenza
La notte dei sogni (da Faenzanet)
E a Faenza si va a nanna con il risultato delle Regionali, ma col pensiero agli scrutini 'comunali' di domani. Dai dati delle Regionali parrebbe scontata l'elezione di Malpezzi ma se prendete il pallottoliere noterete come i voti presi dalle liste che sulla carta lo sostengono arrivano esattamente al 49,91%. Quindi il ballottaggio appare un'eventualità non remota, soprattutto per il valore dello sfidante di centrodestra. Dall'altra parte Minardi spera ma ha un ulteriore problema: le liste che lo sostengono non arrivano al 40% ed in base alla legge elettorale se non si apparenta con altre liste e giunge a questa fatidica percentuale, anche vincesse l'eventuale ballottaggio governerebbe senza la maggioranza in consiglio.
Ma i risultati delle regionali portano sogni ed incubi notturni.
PD Il partito democratico ha superato l'esame: non è più votato da 1 faentino su 2, ma si consola con un buon aumento rispetto all'anno scorso. Domani vedremo se il "PD faentino" ha avuto la stessa tenuta del "PD di Vasco Errani"
IdV I dati sono preoccupanti: passare in 12 mesi dall'8,7 al 5,9 vuol dire aver perso esattamente un terzo del proprio bacino elettorale. La prospettiva è di avere appena un paio di consiglieri con un peso quindi molto limitato nella coalizione
Sinistra per Faenza Il risultato di riferimento è a dir poco disastroso. Per la lista capitanata dal sen. Martino Albonetti c'è però la speranza di aver ben trasmesso al proprio elettorato il fatto di essere in città le persone che continuavano la tradizione di Rifondazione Comunista. Nella migliore delle ipotesi comunque dovrebbe arrivare 1 seggio.
PDL A livello manfredo nelle comunali ha sempre scontato un deciso scarto rispetto a quanto otteneva nello stessa elezione alle regionali ed in questo è un'incognita assoluta. Aveva 5 seggi, potrebbe guadagnarne 1 o 2
Lega Nord La vera trionfatrice delle Regionali: triplica i voti delle scorse regionali, aumenta di 4 punti in un anno, la Lega anche in Consiglio Comunale dovrebbe aumentare i seggi perchè questa volta non corre da sola, cosa che penalizza nella distribuzione dei seggi.
UDC-LTF Notte insonne. Con 1077 voti (il 3,7%) si elegge certamente un consigliere comunale (Bucci), ma se le liste in più delle comunali hanno eroso appena 100 voti si può restare fuori dal consiglio comunale per il meccanismo della cifra elettorale congiunto al premio di maggioranza.
Fatti Sentire Notte di sogni rosei. Se i fan di Beppe Grillo hanno dato il loro voto alla lista col bollino del comico genovese anche alle comunali non solo è certo un consigliere, ma con simili percentuali si arriva ad un incredibile doppia presenza.
Faenza è Futuro, Partito Repubblicano, Faenza che Vuoi Impossibile ogni seria previsione. Difficile comunque che queste 3 liste riescano ad approdare ad un consigliere.
Insieme per Faenza, Forza Nuova Anche su queste liste difficile fare previsioni certe. Si può però ora rivelare che nel centrosinistra nei giorni scorsi circolavano i risultati di un sondaggio telefonico (fatto 7 giorni addietro da un istituto di statistica) secondo il quale "Insieme per Faenza" era accreditata di un eccezionale risultato, Forza Nuova 1 seggio e la sinistra tutta fuori dal Consiglio. Vedremo se il sondaggio era o meno fondato
lunedì 29 marzo 2010
I risultati del Comune di Casola Valsenio alle Regionali 2010
In attesa di verificare il contesto provinciale e regionale all’interno del quale si colloca il risultato non buono conseguito dal Pdl di Casola possiamo evidenziare i seguenti elementi.
Rispetto alle elezioni europee del 2009 il Pdl casolano perde il 4,07% dei voti e il PD guadagna il 5,28%.
Da un primo esame la flessione del Pdl deriva in gran parte dalla minore affluenza riscontrata nella consultazione e da una possibile confluenza di nostri voti sul candidato dell’Udc mentre l’aumento di voti del PD deriva da una esclusiva capacità di attrazione all’interno della propria coalizione.
In un sistema elettorale come quello per le regionali, i dati vanno letti infatti per coalizioni e per candidature. Così facendo si può allora osservare che:
1) I partiti del centro destra, Pdl e Lega, tra le europee e le regionali mantengono inalterata la propria forza con una flessione insignificante dello 0,36% mentre il centro sinistra perde rispetto alle europee il 4,07%
2) I partiti del centro destra rispetto alle regionali del 2005 guadagnano nel 2010 il 7,2% mentre il centro sinistra perde il 7,8%
3) Il candidato del Centro destra rispetto al 2005, dove si era presentato con l’Udc, nel 2010, perde un insignificante 0,25% - pur senza l’alleanza con l’Udc - mentre il candidato del centro sinistra perde l’8,6%.
Da tutto ciò deriva che la battuta di arresto segnata dal Pdl, in una lettura contestuale alla coalizione, appare tutta riassorbita mentre lo stesso non sembra potersi dire per il PD.
In ogni caso sono in corso gli opportuni approfondimenti anche per meglio precisare le linee politiche da valutarsi all’indomani di questo importante voto che segna ancora una volta un indebolimento del centro sinistra anche nel nostro comune oltre che nella regione Emilia Romagna.
venerdì 26 marzo 2010
Decreto incentivi: ecco gli aiuti
giovedì 25 marzo 2010
Diceva qualche giorno fa il Sindaco di Forlì: “Le partecipate ipotecano il Bilancio del Comune…”
“Le società partecipate con i loro deficit rischiano di ipotecare per anni i bilanci del Comune”. Diceva così, qualche giorno fa il sindaco di Forlì Roberto Balzani prendendo atto del fatto che i soldi dei Comuni ormai scarseggiano e che solo per ripianare i debiti della società di gestione dell’aeroporto di Forlì, il Municipio dovrà impegnare una somma equivalente a quello che spende in un anno per tutte le attività sportive della città.
Ma chi dovrebbe controllare il buon andamento delle partecipate, spesso e volentieri in rosso cronico?
Molti forse non sanno che insieme ai tanti consiglieri d’amministrazione che affollano i Cda delle partecipate, nelle società degli enti locali c’è anche una pletora di revisori dei conti scelti per le loro competenze, certo, ma anche per la loro vicinanza al centro sinistra e al Pd.
Nei Comuni di grosse dimensioni e in Provincia su tre revisori uno è indicato dalla minoranza. Lo dice la legge, ma nelle società partecipate una regola simile non c’è. La nomina spetta alle assemblee dei soci che sono composte nella stragrande maggioranza dei casi da esponenti del centro sinistra.
Il controllo delle partecipate oggi è dunque affidato per intero alla forza politica di governo della città, sulla quale ricadono tutte le responsabilità di adesione e di controllo. Vale per Forlì ma anche per Casola che sta facendo scelte molto significative in questa direzione con Senio Energia.
La tromba dell'Apocalisse, ci vorrebbe
mercoledì 24 marzo 2010
Il segretario della Lega Nord di Faenza, Mauro Monti, preso a calci e pugni all’interno della sede del suo partito
A cinque giorni dalle elezioni il segretario della Lega Nord Mauro Monti è stato aggredito all'interno della sede del suo partito a Faenza in viale IV Novembre, vicino al Bar Maximilian.
A compiere il gesto un individuo di grossa stazza ora sotto fermo di Polizia.
L’onorevole Pini, dopo avere conferito con il Questore di Ravenna, conferma la matrice politica dell’aggressione.









