martedì 20 aprile 2010
La politica turistica per la collina secondo la Società d’Area
Come il PCI si impadronì della memoria dei fratelli Cervi
lunedì 19 aprile 2010
Sconcertante! Bilanci falsi al Consorzio dei Servizi Sociali di Ravenna: scoperti 9 milioni di euro di debiti. Chiamati a rispondere i Comuni di Ravenna, Cervia e Russi e l'Asl. Sarà meglio che i sindaci PD e i dirigenti Asl diano convincenti spiegazioni.
Una richiesta di maggior trasparenza e rigore arriva pure da Cesare Sama, coordinatore di "Ravenna Radicale". Per Gianfranco Spadoni, consigliere comunale dell'Udc, "questa grave situazione più in generale mette in evidenza la crisi totale di un sistema che ha dilagato nella gestione dei vari enti della nostra Regione".
giovedì 15 aprile 2010
L’ignobile attacco del PD al Sindaco leghista di Andro che ha preteso che le rette del servizio di refezione scolastica fossero pagate da quanti non sono stati esentati dai servizi sociali.
La Lega non ha certo bisogno dell’aiuto del PdL per difendersi, ma dato che l’attacco è particolarmente volgare e punta la Lega per colpire in realtà tutto il centro destra, qualche precisazione sentiamo di poterla fare proprio partendo dalla vicenda di Andro che viene così raccontata dal PD:
L’impressione è che il PD viva veramente fuori del mondo perché su questa vicenda più volte la gente di Andro, prima ancora che il sindaco leghista, ha detto che non ci sta a farsi prendere per il naso: se c’è un servizio a pagamento, è giusto che tutti paghino. Chi più, chi meno, in base alle proprie possibilità e quanti non ce la fanno si possono rivolgere ai servizi sociali.
La vicenda è tutta qui: la mensa è gestita da un’associazione parascolastica di genitori, la quale applica tariffe di poco più di un euro al giorno per le famiglie a reddito minimo e fino a quattro per quelle che guadagnano di più. In totale fanno 22 euro al mese nella fascia bassa, ma qualcuno non vuole versare neppure quelli e così il buco si è allargato via via.
Ecco allora che si arriva al grande scandalo, con l’accusa di voler ridurre alla fame i poveri bambini extracomunitari. Sciocchezze: il discrimine non è razziale ma reddituale. Molti stranieri sono in regola con la retta e nessuno si è mai sognato di privare i loro figli del cibo. Ci sono anche famiglie di immigrati in difficoltà e per questo vengono assistite consentendo ai bimbi di continuare a ricevere il pasto. Infine c’è chi fa finta di niente, o perché pur essendo in regola lavora in nero e dunque dichiara nulla o più semplicemente perché preferisce far mangiare i figli a sbafo. Se fosse davvero indigente potrebbe chiedere aiuto ai servizi sociali, invece dopo l’annuncio della sospensione della mensa ha preferito quello della Cgil, alla quale ovviamente non è parso vero di poter attaccare un’odiata giunta leghista e farne una vertenza.
E così è partita la grancassa, coi giornali a parlare d’infamia e di un Carroccio che liscia il pelo ai peggiori istinti o di doveri elementari, che poi sarebbero quelli di dar da mangiare a chiunque. Essendoci di mezzo i bambini, anche i grandi organi d’informazione si sono commossi,criticando il cuore di pietra della Lega. Nessuno naturalmente si è chiesto se le cose stessero davvero così e soprattutto perché alcune centinaia di brave mamme di altrettanti scolari fossero incavolate con chi non paga. Tutte razziste? Tutte meschine e avide? O non più semplicemente brave genitrici che non vogliono essere prese in giro da chi i soldi li ha ma preferisce spenderli in altro modo piuttosto che saldare la retta?
Centoventimila euro per accogliere sette bambini nel nido non ce li possiamo più permettere. Aspettiamo le proposte dell'amministrazione e nel frattempo lanciamo le nostre
mercoledì 14 aprile 2010
Modello Emilia Romagna
Da 60 anni siamo governati dallo stesso partito.
Com’è possibile che la Magistratura, in 60 anni, non abbia mai aperto un’inchiesta significativa sui politici locali? (il caso Delbono è robetta). Non esiste, né mai è esistita, corruzione, in Emilia-Romagna? Gli emiliani e i romagnoli appartengono ad un’altra razza? Hanno un codice genetico modificato che li rende più onesti?
Quanti di noi non hanno mai pensato che in questo territorio anche le leggi della Repubblica sembrano essere diverse?
Quanti non hanno mai pensato che anche la Magistratura sembra essere diversa?
E chi non ha mai avvertito con fastidio lo straripante potere del “partito unico” che in qualche misura ha reso diverse le più elementari regole democratiche e il gioco dei pesi e dei contrappesi?
Quanti non hanno mai pensato che non sarà facile vincere un appalto pubblico senza passare un preventivo vaglio del Partito Democratico?
Quanti non hanno mai pensato che non sarà facile lavorare in una struttura pubblica senza essere aiutati dalla tessera giusta?
In questo piccolo video una finestra anche sull’altra Emilia Romagna:
martedì 13 aprile 2010
Adesso basta
In maniera via via più accentuata e guarda caso in progressiva coincidenza con la perdita di consensi nella sinistra, i commenti ai post sono diventati più aggressivi, più livorosi, più cattivi finalizzati a colpire spesso sia sul piano personale che su quello politico utilizzando quasi sempre l’anonimato come paravento.
Il Sindaco di Faenza, Malpezzi, chiede scusa. Così si fa quando si commette un errore. Dovrebbero ricordarlo anche molti altri Sindaci che, proprio come Fonzie, quella parola lì non riescono a pronunciarla
Ma cosa sta succedendo? Cominciano a sgretolarsi le amministrazioni rosse che parevano inossidabili
Brucia (e tanto) la sconfitta di Mantova, ultima roccaforte rossa in Lombardia, Ma fanno male anche le sconfitte a Vibo Valentia, a Tivoli, da dodici anni governata dal centrosinistra, a San Giovanni in Fiore, altro comune calabrese da sempre in mano alla sinistra, a Comacchio, che nella storia dellaRepubblica ha sempre conosciuto sindaci di sinistra. Per non parlare della batosta a Pomigliano d’Arco, sede degli stabilimenti Fiat, culla di tante lotte operaie e perciò cara a un Pd che vuole essere il partito del lavoro.lunedì 12 aprile 2010
Cade Mantova, roccaforte rossa. “Cara e bella Mantova, bentornata in Lombardia" ha commentato a caldo il governatore Roberto Formigoni.
A Mantova il neoeletto sindaco Nicola Sodano ha sconfitto il primo cittadino uscente di centrosinistra Fiorenza Brioni conquistando il 52,18% contro il 47,82% della rivale.
Un successo e una vittoria simbolica dall'evidente rilevanza nazionale per il centrodestra italiano Oggi cade l'ultima roccaforte rossa del Nord, si chiude definitivamente una stagione e si volta pagina. E tutto questo nonostante l'Udc abbia purtroppo scelto di allearsi con il Pd.
Adesso aspettiamo le immancabili dichiarazioni degli esponenti del Pd che, magari, ci spiegheranno che la sconfitta di Mantova è una vittoria.
La verità è che il Pdl ha un forte radicamento territoriale e, soprattutto, gode della fiducia degli elettori.
Ormai è chiaro che, per la maggioranza degli italiani, il centrodestra rappresenta la sintesi perfetta del buon governo a livello nazionale e locale. Merito della politica dei fatti che continuerà ad essere, fino al termine della legislatura, la nostra unica parola d’ordine.
domenica 11 aprile 2010
Per quanto tempo ancora potranno continuare a convivere nel PD i cattolici con coloro che professano posizioni di rancore e di odio verso la Chiesa e la religione? In questi attacchi furibondi i preti pedofili sono solo un pretesto
Il difficile mestiere di Sindaco: a Faenza si scatena una incredibile bagarre per una frase infelice del neo eletto Malpezzi
Da Faenzanet:
Inutile dire che ciò che più ha colpito negativamente la città sia stata l'infelice frase del neo-sindaco sull'impossibilità di trovare collaboratori che si impegnassero per 1670 euro al mese (già ieri commenti a valanga su internet e stamattina nei bar non si parla d'altro dopo che i quotidiani hanno pubblicato tale affermazione), ma sulle nomine è ovvio che occorra attendere di vederli al lavoro.
Efficenza, merito e competenza dovevano essere le parole d'ordine per l'attribuzione delle deleghe: indubbiamente Malpezzi ha rispettato le promesse quando ha scelto Savorani per le attività Economiche e Roberto Savini per l'Agricoltura, certamente due professionalità adatte e perfette per i tasselli ove sono state poste.
Qualche dubbio sovviene su Bandini (architetto/ingegnere ai servizi sociali), Mammini (artigiano all'Urbanistica) e la Zivieri (dipendente AUSL Rimini ai LL.PP) che potranno anche essere bravissime persone, ma occorrerebbe comprendere che c'azzeccano le loro vite professionali con il ruolo cui sono chiamati a ricoprire; è palese ed evidente che i principali "meriti" di questi sono esclusivamente di carattere politico.
Invece incomprensibili le ultime due nomine: la Campodoni non ha alcuna esperienza lavorativa, è una neolaureata il cui merito forse è stato quello di presentarsi candidata alle regionali (ottenendo 2900 preferenze quando gli altri due in lista ne hanno raccolte entrambi oltre 8000), se è divenuta assessore allo Sport perchè gioca a pallavolo tanto valeva allora delegare Vincenzo Maenza che ha vinto le olimpiadi; speriamo davvero diventi come la Carfagna la cui nomina lasciò tutti di stucco e dopo 2 anni si sta invece rivelando come uno dei ministri più amati ed apprezzati nel suo ruolo. Massimo Isola fatto addirittura vicesindaco con delega alla cultura è altrettanto difficile da comprendere: a parte la provenienza geografica (ma di Faenza qualcuno con pari competenze del nominato il PD non l'aveva?) l'investitura a vice dell'addetto stampa del partito ravennate pare eccessiva.
Comunque il giudizio migliore lo daranno i fatti e vedremo se le promesse elettorali del programma saranno rispettate.
sabato 10 aprile 2010
I rifiuti di Lugo: l’impressione è che non sappiano proprio dove metterli e che si sia aperto un conflitto tutto interno al PD
In una lettera inviata al Presidente della Provincia e all'assessore provinciale all'Ambiente, il sindaco di Ravenna Matteucci ha formalizzato l'indisponibilità del Comune di Ravenna ad ospitare nella discarica di via Romea i rifiuti prodotti nell'area lughese.
"In vista dell'approvazione definitiva del piano provinciale di gestione dei rifiuti urbani e speciali della Provincia di Ravenna - scrive Matteucci - voglio con la presente comunicarvi l'assoluta indisponibilità del Comune di Ravenna di continuare ad accogliere i rifiuti e i residui della selezione dei rifiuti che si originano nell'area lughese e attualmente utilizzati per lo smaltimento finale alla discarica ravennate di via Romea Nord anziché in quella di Voltana di Lugo". "Riteniamo che la corretta applicazione del criterio di prossimità imposto dalla legge e la maggior economia nei costi derivante dalla mancata movimentazione sui camion dei rifiuti prodotti nel lughese e conferibili a Voltana, debba portare il Consiglio provinciale a scegliere, tra le due opzioni offerte dal piano adottato, quella che prevede il collocamento per lo smaltimento finale dei rifiuti prodotti dall'area lughese nella discarica di Voltana".
Il sindaco di Lugo Raffaele Cortesi frena su ogni ipotesi in campo, riportando la palla al centro: "Il nuovo piano dei rifiuti non si fa sui giornali, ma lo si discute e lo si approva in ambito istituzionale. Nel piano in via d'adozione ci sono due proposte, noi dobbiamo fare tutti gli impianti previsti, coinvolgendo i cittadini dove richiesto. Per quanto riguarda la risagomatura di Voltana tocca alla popolazione esprimersi, tenendo conto degli impatti ambientali e della viabilità che andrà rivista".
Ancora Matteucci " Chiedo al Presidente della Provincia Giangrandi e all'Assessore Mengozzi di approvare alla prima Giunta utile il Piano Provinciale di gestione dei rifiuti urbani e speciali della Provincia di Ravenna. Chiedo alla Presidente del Consiglio Provinciale Elena Rambelli di portare il Piano alla discussione del Consiglio Provinciale nel mese di aprile”.
venerdì 9 aprile 2010
La trave e la pagliuzza: anche quando sono mancanti trovano l’occasione e il sottile piacere di accusare chi di colpe non ne ha
Con un titolo in stile, il PD casolano inserisce oggi nel suo blog una singolare argomentazione a proposito del dibattito in corso nel Comune di Lugo che, avendo esaurito la propria discarica, non sa dove portare i rifiuti, a conferma che il PD ha spesso conti aperti con il pattume.
Poiché un consigliere lughese del PdL ha buttato là l’idea di portarli a Faenza, nella discarica di Tebano, i casolani titolano, pensando di essere mordaci e salaci, “OSTA CHE SVARIONE” dal momento che Tebano è chiusa da anni e stiamo utilizzando la discarica Tremonti.
A noi sembra che avrebbero fatto molto meglio a chiedersi per quale ragione un comune di media grandezza della pasciuta e ricca Emilia Romagna sia nelle condizioni di mettersi a cercare in fretta e furia un posto dove portare i rifiuti e senza avere programmato per tempo una soluzione adeguata per di più questionando con la vicina città di Ravenna e con Hera, gestore del servizio.
Facciamo attenzione ai partiti delle salsicce
giovedì 8 aprile 2010
Bonus gas, un aiuto per le famiglie
A chi è riservato?
Napolitano firma il legittimo impedimento: stop ai processi a Berlusconi. Cade un altro ostacolo sulla strada del governo. E adesso via alle riforme
mercoledì 7 aprile 2010
Se fossimo un paese serio....
Quelli che portano le carriole, caricandole di interessi politici, come ha rivelato l’arcivescovo Giuseppe Molinari («Qualcuno è molto interessato a queste manifestazioni per poter entrare in cabina di regia...»). Quelli che sono disposti a fare a pezzi la logica e l’aritmetica, il senso di appartenenza e la dignità, l’amore per il proprio Paese e per la verità, tutto sacrificato sull’altare della polemica, della piccola speculazione politica, meschino cabotaggio di una sinistra che dopo aver perso le elezioni riesce a perdere anche la faccia, facendosi trascinare fino in fondo dal proprio antiberlusconismo ottuso.






